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10 gennaio 2012 2 10 /01 /gennaio /2012 22:13

Dopo il recentemente defunto Giorgio Bocca (da me mai amato), ecco un altro esempio di intellttualoide ottuso e retrogrado. Se queste parole provenissero da una persona ignorante, si potrebbe accantonare la cosa con indifferenza, ma visto che a pronunciare queste ignobili parole è un noto professionista della psichiatria, la questione è abbastanza preoccupante. Ecco l'articolo apparso su Repubblica. Che dire...Caro Bruno, preferisco mille volte un gay che un omofobo del tuo livello.

I gay come malati da curare, individui "non normali", assimilabili alle persone disabili. Francesco Bruno, criminologo, psichiatra e docente universitario (a Salerno e alla Sapienza di Roma), torna ad offendere le persone omosessuali. A nulla è valsa una denuncia all'Ordine dei Medici, due anni fa, da parte di Arcigay, relativamente ad alcune affermazioni in cui contestava la depatologizzazione dell'omosessualità decisa, nel 1990, dall'Organizzazione mondiale della Sanità. Il medico 63enne, ospite dei salotti televisivi per commentare i casi di cronaca nera, scende in campo a fianco dell'ormai ex assessore alla Mobilità del Comune di Lecce, Giuseppe Ripa, dimessosi dopo aver insultato il governatore della Puglia, Nichi Vendola. Lo fa dalle pagine virtuali di Pontifex, blog che ospita spesso dichiarazioni omofobiche nei confronti di gay, lesbiche e transgender. Punto di ritrovo degli ultracattolici, si tratti di vescovi emeriti o di politici. Come Domenico Scilipoti, anche lui sceso in campo, in queste ore, per difendere Ripa, definendo "l'omosessualità una cosa anormale". Bruno, intervistato dal curatore del sito, afferma: "L'organizzazione mondiale della Sanità ha deciso che non si debba parlare di malattia, a proposito dell'omosessualità, e sappiamo con quali criteri ha scelto. Io rimango della mia idea e le denunce dei gay non mi fanno paura". L'omosessualità è "anormalità", sentenzia: "Siamo nel campo, quando la omosessualità non viene scelta volutamente, di anormalità funzionali essendo il sesso volto naturalmente alla procreazione. L'omosessuale nato lo è per un disturbo di personalità legato, probabilmente, ad una errata assimilazione dei ruoli dei genitori, o anche a cause organiche che sarebbe complicatissimo spiegare. Tuttavia, è nella stessa situazione, dal punto di vista concettuale, di chi è handicappato, sordo o cieco. Per queste categorie, con una certa ipocrisia si dice diversamente abili, non vedenti e simili. Il gay è diversamente orientato per la sessualità e quel diversamente la dice lunga sulla normalità". Lo psichiatra spiega anche di aver assistito molti genitori di ragazzi e ragazze omosessuali. A suo dire tutti traumatizzati dall'orientamento sessuale del figlio o della figlia: "Chi dice che padre e madre sono contenti o accettano la diversità del figlio, mentono sapendo di mentire. Per due genitori, sapere che il proprio figlio ha questa orientazione, è un trauma anche grande. Magari lo superano o riescono ad elaborarlo, ma il colpo è molto forte. Questo fatto denota che anche a livello di comune sentire, e non è roba da poco, la omosessualità va considerata anormalità". Commenti tutt'altro che isolati, come dimostra una sommaria ricerca nell'archivio del sito degli ultracattolici. "Io ho il diabete. Non mi offendo se qualcuno mi dice che sono malato, è la realtà. Bene, per quale motivo gli omosessuali si offendono se qualcuno, correttamente, parla di patologia?", ha sostenuto Bruno in un'altra intervista. Per il docente è anche sbagliato essere eccessivamente tolleranti: "Una eccessiva tolleranza verso stati di anormalità, e l'omosessualità tale va considerata, ci porta alla conclusione che la gente si confonda e non capisca più cosa è il bene e che cosa è il male". Da medico e docente universitario (secondo il curriculum pubblicato on-line è professore straordinario presso l'Università degli Studi di Salerno e docente di psicopatologia forense e criminologia presso la "Sapienza" di Roma) non si fa neanche troppi problemi quando si tratta di attaccare l'OMS: "Quando i colleghi americani hanno sdoganato l'omosessualità dalle patologie, hanno fatto un grave danno e io sono contrario a quanto sostiene l'Organizzazione Mondiale della sanità. L'omosessuale, al quale va dato ogni rispetto, è clinicamente un malato, ovvero soffre di un disturbo patologico che lo altera. Inutile che questi signori vogliano convincerci che i normali siano loro. Ma sono sostenuti, parlo fuor di metafora, da lobbies potenti e forti". Posizioni legittime, secondo l'Ordine dei medici, che, di fatto, ha respinto la denuncia presentata, nel 2009, da Arcigay. Lo psichiatra, dopo le polemiche, precisa e si difende: "Io ho sempre detto che ho il massimo e assoluto rispetto per chi compie scelte di altro tipo rispetto al mio e naturalmente questo non implica nessuna malattia, ma secondo me è una condizione di diversità". "Lungi da me - aggiunge - giudizi discriminatori o l'omofobia, ma contesto al mondo gay il tentativo di impedirmi di dire quello che penso".

FONTE: http://www.repubblica.it/politica/2012/01/10/news/bruno-27876449/?ref=HREC2-7   

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8 gennaio 2012 7 08 /01 /gennaio /2012 04:34

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depressione.jpgLa depressione come male del secolo: sono tantissime le persone al mondo che ne soffrono e che non riescono, neppure con terapie ad hoc e farmaci specifici, a combatterla. Gli scienziati dell’Emory University School of Medicine di Atlanta, coordinati da Helen Mayberg, hanno compiuto una grande scoperta: un peacemaker cerebrale, che permetterà di porre fine ai problemi legati alla depressione. Il nuovo sorprendente apparecchio è posto sotto il cranio e trasmette nelle zone più profonde del cervello. Secondo l'equipe dell’Emory, almeno il 40% dei soggetti cui è stato impiantato il peacemaker cerebrale ha manifestato beneficio e uno su cinque è guarito completamente dopo soli sei mesi. I ricercatori hanno condotto la loro sperimentazione, pubblicata negli Archives of General Psychiatry, su persone colpite da depressione grave e disturbo bipolare, riuscendo attraverso la nuova ricerca a capire l’importanza della stimolazione cerebrale profonda, e il suo grande ruolo nel contrasto delle forme gravi di depressione.

di sabrina brandone

FONTE: http://www.bolognatg24.it/top-news/2012/01/07/26378/depressione-peacemaker-cerebrale/   link

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7 gennaio 2012 6 07 /01 /gennaio /2012 14:08

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tettonica.jpgUna delle più geniali intuizioni scientifiche del ventesimo sec. compie 100 anni. Il 6 gennaio 1912, infatti, lo scienziato tedesco Alfred Wegener presentò la teoria della deriva dei continenti, l'idea che poi si modificò e si sviluppò nel modello che sta alla base della moderna geologia, ovvero la tettonica a placche. A una riunione dell'Associazione Geologica al Museo Senckenberg a Francoforte, Wegener espose le sue idee di un supercontinente primordiale (Pangea) che si frantumò dando origine ai continenti che ora vediamo. Nel 1915 pubblicò il libro 'L'origine dei continenti e degli oceani', che è alla base del successivo sviluppo della tettonica. La sua intuizione - che nacque osservando la concordanza dei margini continentali di Sudamerica e Africa - ma che fu sostenuta sul campo da analisi di fossili e di rocce - venne accolta con interesse ma non divenne la teoria dominante della geologia sino a metà degli anni Sessanta. Nel 1967 Morgan, Mc Kenzie e Parker elaborarono la teoria della tettonica a placche che riprende un'ipotesi formulata due anni prima da Tuzo Wilson, secondo la quale la litosfera - divisa in placche - «galleggia» e si muove sulla parte del mantello semifusa. Esistono sette placche (chiamate anche zolle) più grandi, più una dozzina di più piccole e altre decine di microplacche. Le placche possono essere sia di tipo continentale che di tipo oceanico. Il loro movimento dà origine ai terremoti, alle catene vulcaniche (Ande), all'apertura e alla chiusura degli oceani e all'innalzamento di grandi catene montuose come le Alpi e l'Himalaya. I movimenti però sono guidati dal calore proveniente dall'interno del pianeta che risale sottoforma di bolle di roccia liquida o parzialmente liquida. Non si tratta però di movimenti puramente meccanici, come ipotizzati da Wegener, ma che hanno un'interazione tra di loro (feedback) e ai quali non sono disgiunte le influenze climatiche provocate dai movimenti stessi - per esempio dall'innalzamento di una catena montuosa e dalla conseguente erosione. Nonostante l'apprezzamento della comunità scientifica internazionale, Wegener non vide mai la sua teoria diventare il modello geologico standard, anche perché - occorre dirlo - non riusciva a spiegare nel dettaglio i movimenti di migliaia di chilometri compiuti dai continenti. Fu solo grazie all'introduzione di nuove tecnologie di indagini negli anni Sessanta, come i magnetometri, i sismografi usati come una tomografia della Terra e estese campagne di perforazione dei fondi oceanici, che la tettonica delle zolle soppiantò il modello allora in uso in geologia: la teoria della geosinclinale. Wegener, che non rinunciò mai alle analisi sul campo, morì nel 1930 nel corso di una sfortunata spedizione in Groenlandia durante la quale la temperatura raggiunse i sessanta gradi sotto zero.

di paolo virtuani

FONTE: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_gennaio_06/deriva-continenti-centenario-virtuani_c6d48316-3855-11e1-86b7-c754a63c4545.shtml   link

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7 gennaio 2012 6 07 /01 /gennaio /2012 12:01

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magritte.jpgPer due anni hanno tentato di venderlo sul mercato nero delle opere d'arte, senza successo probabilmente perchè era troppo conosciuto: per questo, i ladri che nel 2009 portarono via dalla casa-museo del pittore belga surrealista Renè Magritte il suo quadro Olympia, l'hanno ora restituito. Il dipinto rappresenta un nudo femminile, come quello famosissimo dell'omonima opera dipinta nel 1863 dal pittore francese Edouard Manet. La donna raffigurata da Magritte (85 anni dopo l'illustre precedente) è sua moglie Georgette, tiene in grembo una grande conchiglia, ed è ritratta di profilo, semistesa su un prato con il mare sullo sfondo. Rubato oltre due anni fa in pieno giorno da due uomini armati dalla casa di Magritte, a Jette, nei dintorni di Bruxelles, è stato inviato qualche settimana fa all'esperto d'arte Janpiet Callens, il quale l'ha consegnato alle forze dell'ordine.

FONTE: http://www.repubblica.it/esteri/2012/01/06/foto/belgio_ladri_restituiscono_il_magritte_rubato-27695682/1/?rss   link

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6 gennaio 2012 5 06 /01 /gennaio /2012 12:51

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reteelettrica.jpgLe lavatrici centrifugano senza sosta, una accanto all’altra. Accanto ad esse, lungo il corridoio, cedono il posto a frigoriferi, scope elettriche, condizionatori, lucidatrici . Nella corsia successiva, disposti su scaffali a varie altezze, sono schierati i televisori, ancora a tubo catodico, di varie grandezze, e poi i pc, vecchi bianchi o grigi, quelli che riempivano un’intera scrivania e oggi languono in tante cantine. È come se ottanta famiglie abitassero tutte insieme nell’hangar, con i loro elettrodomestici. In termini tecnici, circa 800 utenze, collegate a contatori intelligenti che calcolano potenze, consumi, individuano i disturbi di rete e s’inventano la via per aggirarli. Se qualcuno pensa che il futuro nasca in laboratori asettici, nelle mani di ricercatori in guanti bianchi, tra strumenti hi-tech un po’ fantascientifici, meglio che si ricreda. Nel campo prove di Enel distribuzione, al Cesi di Milano, sfila il design del passato applicato, però, a un’idea del futuro: quel contatore smart, progettato dieci anni fa in Italia, che ha rivoluzionato il modo di calcolare i consumi energetici e sarà il primo fondamentale tassello delle smart grid, o reti intelligenti, di cui oggi tanto si parla. Nel campo prove, attivo dal 2000, è installata la configurazione reale di un impianto di distribuzione di energia a bassa tensione, dalle cabine di trasformazione fino alle utenze. «L’obiettivo è stato fin dall’inizio di verificare la possibilità di comunicare sulla rete elettrica attraverso onde convogliate secondo la power line communication technology, in presenza di carichi reali», spiega l’ingegner Giuseppe Salaris, responsabile tecnologia e apparati di misura di Enel. Oltre ad assorbire energia, elettrodomestici & Co. immettono disturbi sulla rete che possono impedire la comunicazione: per questo sono stati scelti gli apparecchi più datati che, assieme alle nuove lampadine a risparmio energetico, sono le utenze che disturbano maggiormente le linee elettriche. «Nella fase iniziale del progetto Telegestore, abbiamo caratterizzato i disturbi e i modi in cui il sistema può aggirarli per poter gestire da remoto i contatori. Oggi siamo pronti a testare tutte le evoluzioni del sistema, come la domotica, cioè la possibilità di dialogare con gli elettrodomestici da remoto, abbassandone per esempio la potenza in caso di cali nelle linee elettriche. Collaboriamo già con vari produttori di elettrodomestici e sta per partire il primo pilot test di Energy at home con famiglie vere». La visione originaria di Enel è quella di una rete intelligente centralizzata, che ha il suo fulcro proprio nel contatore smart installato già in 31 milioni di case italiane, caso unico nel panorama europeo, cui presto si aggiungeranno 14 milioni di contatori smart anche in Spagna, attraverso Endesa (controllata di Enel). Contatori e sensori digitali permettono alle società di distribuzione dell’energia elettrica di raccogliere informazioni in tempo reale sul flusso di elettricità, migliorando così l’efficienza e riducendo anche i costi di manutenzione. «Molte operazioni che prima necessitavano dell’uscita di un tecnico oggi si fanno in remoto, come innalzamento o abbassamento di potenza, gestione dei morosi, calcolo dei consumi, attivazione o cessazione di un contratto», spiega Salaris. «La liberalizzazione del mercato, poi, è possibile solo grazie al contatore intelligente, che è tra l’altro in grado di gestire diversi schemi tariffari programmati da remoto». Si è infine aggiunta la possibilità di calcolare, in tempo reale, anche la quantità di energia immessa da piccoli produttori locali attraverso le nuove fonti rinnovabili. «Dal 2007 in poi il contatore è capace di misurare il flusso dell’energia nelle due direzioni». Manca però ancora un salto, quello auspicato dai guru della nuova rivoluzione energetica, cioè la trasformazione della rete elettrica in una rete interattiva di informazioni e scambio di energia, sfruttando le tecnologie di Internet, che permetta ai privati di generare e condividere la propria elettricità e metta in moto anche le auto della futura generazione elettrica. La parola magica è smart grid, o rete intelligente. Le reti diventeranno impianti bidirezionali dove l’energia non fluisce dalla centrale verso il cliente ma nei due sensi. Bisognerà spostare intelligenza verso i molteplici nuovi apparati di generazione, per evitare che immettano energia nei momenti in cui la rete non ha esigenza di assorbirli oppure per disconnetterli quando c’è qualche guasto in rete. È un progetto di dimensioni europee: le reti dei vari Paesi evolveranno per essere un’unica rete, con nodi di microgenerazione e punti di immagazzinamento di energia. Forte della sua primogenitura sullo smart metering, il contatore intelligente, l’Italia oggi è alla testa di molti programmi europei. Uno dei primi problemi da risolvere è la standardizzazione delle connessioni per creare un network di scala continentale. «Enel ha sviluppato un protocollo di comunicazione su power line che abbiamo deciso di “aprire” e rendere disponibile a chiunque voglia sviluppare reti basate su questo protocollo». Per capire un pò cosa significa una 'rete intelligente', sia pure sperimentale, basta fare qualche centinaio di metri a piedi dal centro prove, nell’estrema periferia milanese, per arrivare alla control room di Enel. In un edificio di via Rubattino si trova il cervello dell’infrastruttura per la ricarica dei veicoli elettrici, sviluppata in meno di un anno da Enel nell’ambito del progetto eMobility: sfruttando le competenze maturate nel campo dei sistemi di controllo da remoto, i responsabili della control room presiedono al controllo di tutte le stazioni di ricarica finora installate sul territorio nazionale, circa 160 tra pubbliche e private. Il sistema, che si candida come piattaforma di riferimento per il futuro sviluppo dei servizi di mobilità elettrica, è connesso in Gprs, 24 ore su 24. Una mappa digitale sulla parete permette di monitorare continuamente lo stato delle stazioni e di seguire il processo di ricarica. «Con la sua tessera magnetica, simile al bancomat, il cliente può recarsi nella stazione più vicina, presto usando anche un’app per iPhone che gli consente di prenotare la ricarica, noi da questo pannello gestiamo tutti i servizi di interfaccia», spiega Valentina Gilardone. «In futuro, con i servizi di Power Control, potremo modulare i processi di ricarica in funzione delle reali disponibilità della rete, anche in base al quantitativo di energia rinnovabile prodotta da fonti di generazione distribuita». Quando le auto elettriche e le colonnine si moltiplicheranno, bisognerà infatti evitare che le ricariche avvengano tutte nello stesso momento e nella stessa area per non provocare stress eccessivi alla rete. Proponendo, per esempio, incentivi per fare il pieno in un altro momento. «Se sarà necessario ridurre la potenza per un’emergenza o un calo di produzione da rinnovabile, il prezzo della ricarica potrebbe aumentare, o addirittura si potrebbe chiedere all’auto di cedere alla rete l’energia immagazzinata in cambio di un incentivo. Viceversa, il prezzo potrebbe calare in caso di surplus». Con prezzi comunque appetibili: la batteria della Smart elettrica, scelta per il pilot test, contiene 17 kWh, a 20 centesimi a kWh. «Con 2,50 euro fai il pieno e viaggi per 130 chilometri». A Enel sono arrivate 2.250 richieste contro una disponibilità di 140 macchine elettriche, con canone di quattro anni a 440 euro tutto incluso. Sulla mappa digitale lampeggiano cifre inequivocabili: da luglio 2010, 12.555 ricariche effettuate, 49.895 kilowattora erogati, 61.022 kg di CO2 risparmiati. Al piano terra si trova un altro tassello dei piani di sviluppo smart di Enel. Qui un team di giovani ricercatori sta cercando la «via italiana» alla rete intelligente. «La sfida è di riuscire ad accettare la massima energia producibile da fonti rinnovabili, attraverso una serie di controlli automatici. Attualmente le reti sono passive, non sono in grado di regolare la tensione in modo automatico, il che può creare criticità se ci sono molti produttori in un unico punto», spiega Gianluca Sapienza, che sta terminando il dottorato di ricerca per il Politecnico di Milano. «La rete si rende intelligente con una serie di apparecchiature a tecnologia digitale, in gran parte testate qui, che creano un’infrastruttura di comunicazione ad alta velocità, diffusa a polipo sul territorio: consentirà di scambiare informazioni e parlare con la control room 24 ore su 24, trasmetterà le misure delle potenze richieste e delle potenze immesse dai singoli produttori, farà stime in base alla quantità di vento o sole presenti in quel momento e infine deciderà come agire. Il singolo impianto di produzione avrà un’intelligenza di controllo in loco per eseguire tutte le azioni in maniera autonoma, con la supervisione però di un sistema centralizzato che controlla le potenze e interviene in caso di emergenza». Il primo progetto pilota è pronto a partire a Carpinone, Isernia (investimento: 10 milioni di euro). «Qui per ora simuliamo situazioni che potrebbero realizzarsi nella realtà. Cosa succede se perdiamo tutta la produzione fotovoltaica? E se invece diamo l’ok a una produzione tripla? Il pilot test poi valuterà non solo il funzionamento della smart grid ma anche costi e rendimenti. Se tutto andrà bene, si potrà pensare in grande: a Genova, per esempio, dove ci sono tanti produttori locali di energia». Difficile immaginare, invece, un futuro in cui il surplus di energia prodotto in Puglia potrà essere “spostato” a Milano. «L’energia non si sposta, va un po’ dove vuole. Al massimo, per ora, si parla di un raggio di cinquanta chilometri intorno al punto di produzione. Peraltro, più si consuma vicino, minori sono le perdite», afferma Sapienza.

di sara gandolfi

FONTE: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_gennaio_05/gandolfi-contatore-rete-facciamoli-smart_23a83b5a-37bb-11e1-8a56-e1065941ff6d.shtml   link

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6 gennaio 2012 5 06 /01 /gennaio /2012 12:37

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tappetoturco.jpgUna nuova sezione per arricchire, se ce n'era bisogno, il Louvre che ha appena stabilito, con 8,8 milioni di visitatori nel 2011, il suo record assoluto di ospiti, primo museo al mondo. La nuova struttiura, il cui progetto risale al 2005, è stata presentata oggi dai suoi due ideatori, gli architetti Mario Bellini (milanese) e Rudy Ricciotti (francese, autore delle civiltà mediterranee di Marsiglia), conterrà la collezione dell'arte islamica del museo. Una struttura iridescente, moderna, con trasparenze che evocano la Pyramide (anche in questo caso, si crea un ambiente molto luminoso anche per scavare nel sottosuolo, aumentando gli spazi disponibili) ma con forme sinuose, creata all'interno dell'edificio, nellla Cour Visconti, in modo tale che il cortile non sparisca, rimanga visibile, almeno nelle intenzioni dei progettisti. La sezione sarà completata durante l'anno: conterrà oltre 2mila opere prodotte nei Paesi a religione musulmana negli oltre 13 secoli di storia dell'Islam.

FONTE: http://viaggi.repubblica.it/multimedia/louvre-ecco-la-nuova-ala-ospitera-l-arte-dell-islam/31234840/1/1   link

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5 gennaio 2012 4 05 /01 /gennaio /2012 14:30

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tasse_euro.jpgIl fisco in aiuto ai contribuenti. Chi deve dei soldi all’erario, agli istituti previdenziali o agli enti locali e sta già beneficiando di una dilazione senza riuscire ad adempire regolarmente potrà ulteriormente rateizzare gli importi. In pratica alle consuete 72 rate, in caso di ulteriore peggioramento della situazione economica si aggiungeranno un dilazione supplementare fino ad altri 72 mesi, purché non sia intervenuta alcuna decadenza. Spetta ai debitori attivarsi prima che intervenga la decadenza. Inoltre scompaiono le spese d’incasso – fino al 9% dell’importo – di cui beneficiavano gli agenti della riscossione. Complessivamente la restituzione del debito potrà avvenire in un intervallo massimo di 12 anni e il contribuente, al posto di un piano di rimborso a quote costanti, potrà chiedere rate variabili di importo crescente per ciascun anno. La misura, in realtà, non è del tutto nuova. Infatti il decreto milleproroghe aveva già previsto una simile facoltà ma con durata limitata nel tempo. Il decreto salva-Italia rende la rateizzazione allungata strutturale. Ricordiamo, inoltre, che in sede di conversione la manovra Monti ha cambiato direzione sulla punibilità penale per gli evasori. Mentire al fisco non sarà più reato, lo sarà esibire documenti falsi. Dunque la punibilità resta per chiunque “esibisce o trasmette atti o documenti falsi”, mentre viene meno per il contribuente che “fornisce dati e notizie non rispondenti al vero”. Infine, sempre in tema di imposte, è stata risolta la questione del pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali per i territori dell’Abruzzo colpiti dal sisma del 2009. Dopo una serie di incontri del presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, al ministero dell'Economia e in altri enti coinvolti nella vicenda, si è deciso che i contributi previdenziali, così come le imposte sulle persone fisiche, si pagheranno in 120 rate e abbattute del 60% a partire dal 1° gennaio 2012.

FONTE: http://economia.virgilio.it/tasse/tasse-piu-tempo.html   link

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4 gennaio 2012 3 04 /01 /gennaio /2012 19:44

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Bangladesh_solar_powered_home.jpgNon hanno mai visto così tanta luce. Il 60% della popolazione del Bangladesh, tutte le zone rurali del paese, ancora non è raggiunta dalla rete nazionale della corrente elettrica, eppure qui la rivoluzione è arrivata sotto forma di energia solare, pulita e rinnovabile. Disponibile anche ai più poveri tra i poveri. Tutto grazie a Shs (Solar Home System, sistema solare casalingo), un progetto della banca etica Grameen Shakthi, specializzata nella promozione di energia verde. Si tratta di un kit composto da pannelli solari, batterie e una serie di lampade a fluorescenza e led che ha già cambiato la vita a oltre un milione di persone. Ma potenzialmente può avere un impatto sulle esistenze di decine di milioni di cittadini. Non sono numeri esagerati: il Bangladesh ha 140 milioni di cittadini e, come detto, solo il 40% è raggiunto dalla rete elettrica nazionale. Questo vuol dire che 84 milioni di persone possono sfruttare l'Shs per cambiare la propria vita. Dell'Shs esistono diverse combinazioni, a diversi prezzi. Per i più indigenti, la versione più semplice costa 124 dollari, ed è in grado di attivare cinque lampadine per tre ore. Il denaro però non va sborsato tutto e subito: la Grameen Shakthi (e altri distributori simili) ha istituito un sistema per cui il pagamento è al 10% anticipato e il restante 90 rimborsati in 36 rate mensili. Tre dollari al mese. "Il miglior investimento che abbia mai fatto", ha dichiarato Nizamuddin Sheikh ad Al Jazeera. Sheick ha un ristorante in una zona periferica di Dhaka. "Prima ero costretto a tenere aperto solo quando c'era il sole, ora posso allungarmi anche dopo il tramonto. E gli incassi sono raddoppiati". Gli sforzi di distribuzione dell'Shs sono promossi anche dal governo, che non è in grado di ampliare la rete elettrica nazionale. Inoltre il Paese, che produce quasi la totalità dell'energia elettrica da combustibili fossili, si è posto l'obiettivo di arrivare nel 2020 a produrre il 10% dell'elettricità da fonti rinnovabili. Così, combinando lo sviluppo dell'Shs e la produzione verde, il governo ha deciso di introdurre un'esenzione fiscale per 15 anni sull'import dei componenti e dei prodotti legati al solare, oltre a una serie di altre facilitazioni per chi dall'estero volesse investire nel settore.

FONTE: http://www.repubblica.it/ambiente/2012/01/03/news/solare_bangladesh-27523533/   link

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3 gennaio 2012 2 03 /01 /gennaio /2012 21:44

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lennon_imagine.jpgSe la musica per voi è una droga avete perfettamente ragione. Imagine di John Lennon? Dopamina pura. Il trillo che Bernard Herrmann fa vibrare nello "Psycho" di Alfred Hitchcock? Noradrenalina. La prima sviluppa l'ormone della serenità, la seconda quello dello stress. Ma se la musica è chimica vorrà dire che c'è una canzone per ogni stato d'animo? Proprio così. Anzi di più: non solo ogni canzone rappresenta un umore ma possiamo utilizzare noi stessi le canzoni che vogliamo per modificare il nostro mood. Farmacia canzonissima. Questo almeno è quanto sostiene un libro appena uscito negli Usa dal titolo che è tutto un programma - ovviamente discografico: "La tua playlist ti può cambiare la vita". La playlist, si sa, è la raccolta personalizzata di canzoni: un'espressione diventata popolarissima negli ultimi anni grazie all'espansione della musica digitale e dei lettori come gli iPod e gli mp3, che ci permettono appunto di organizzare la nostra discoteca dando dei nomi particolari a dei programmi particolari. E così come possiamo raccogliere le nostre canzoni in una playlist, chessò, di musica da ballare, o musica per bambini, o musica per viaggiare, gli psicologi autori di questo nuovo studio ci suggeriscono adesso di costruire una playlist per migliorare il nostro benessere. Galina Mindlin, Don Durousseau e Joseph Cardillo sono tre big della psicologia e della divulgazione. E lo studio si presenta proprio come un manuale: "10 modi per cui la vostra musica favorita può rivoluzionare la vostra salute, memoria, organizzazione, attenzione e molto di più". Gli americani, si sa, sono fatti così: tutta ginnastica, anche per la mente. Ma lo dice anche quello snob inglese di mister Sting: "La vostra mente è uno strumento potente e questo libro vi aiuterà a rimodellare il ritmo della vostra vita". Naturalmente nelle playlist c'è anche lui: Every Breath You Take dei suoi Police è - come Imagine - tra i brani che mettono calma ("grazie a quel ritmo trascinante che fa rilassare corpo e mente"). Altro esempio di canzone che riduce l'ansia? New York New York: sì, proprio l'inno di Frank Sinatra alla città che non dorme mai è al contrario estremamente rilassante per via di quel ritmo dondolante (27 beat al minuto, dicono gli esperti) che ammalia. Per non parlare di quella canzone positiva già nel titolo, Here Comes The Sun dei Beatles: come fai a non rasserenarti al pensiero del sole che arriva?Ma i tre psicologi vanno oltre: notando come ritmo, armonia, risonanza e sincronia sono fra l'altro termini musicali che vengono sorprendentemente usati anche nello studio del cervello. E che i ritmi del cervello, viceversa, sono organizzati con gli stessi principi della musica. Noi stessi, dicono, siamo musica: "La prima musica codificata nella nostra memoria è proprio la prima vibrazione che ci ha generato: il ritmo delle nostre prime cellule". "Imagine" te stesso: la droga naturale che ci portiamo dentro.

di angelo aquaro.

FONTE: http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/01/03/news/musica_anti_stress-27522931/   link

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3 gennaio 2012 2 03 /01 /gennaio /2012 04:53

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Addio al pagamento in contanti per i trattamenti pensionistici oltre i 1.000 euro a partire da marzo: l'Inps ha appena inviato una lettera ai 450.000 pensionati con importi complessivi di pensione superiori a 1.000 euro che ricevono ancora la prestazione in contanti, invitandoli a indicare nuove modalita' di riscossione entro febbraio. Il canale del contante attraverso l'ufficio postale rimarra' ancora utilizzabile per i 1.750.000 pensionati che ricevono trattamenti pensionistici in contanti inferiori a 1.000 euro. La misura e' prevista dalla manovra correttiva approvata a dicembre. La legge 214/2011, infatti, ha stabilito che le pubbliche amministrazioni devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille euro (limite che potrà essere modificato in futuro con decreto del ministero dell'Economia). La campagna contro il contante - ha spiegato il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, non ha solo ragioni di semplificazione ma soprattutto di sicurezza. L'adeguamento alle nuove modalità di pagamento - spiega l'Inps - dovra' avvenire entro il 6 marzo 2012. L'Istituto quindi - avverte una nota - non potra' effettuare pagamenti in contanti di importo superiore a mille euro a partire dal 7 marzo 2012. Ma i sindacati non ci stanno e protestano: il segretario generale Spi-Cgil Carla Cantone spiega che e' "del tutto incomprensibile l'imposizione del governo di bloccare l'erogazione in contanti delle pensioni sopra i 1.000 euro. In questo modo, infatti, i pensionati saranno obbligati per decreto ad aprire un conto corrente bancario o postale". E rimostranze arrivano anche dalla Uil: "al di la' dell'aspetto formale della mancata comunicazione ufficiale al Civ dell'Inps - scrivono Rocco Carannante e Luigi Scardaone - si pone un problema serio per centinaia di migliaia di pensionati il cui reddito e' gia' ai limiti della sussistenza". I pensionati che stanno ricevendo la lettera dell'Istituto potranno comunicare entro il mese di febbraio 2012 le nuove modalita' di riscossione, scegliendo tra l'accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile. La richiesta di variazione della modalità di pagamento potra' essere inoltrata attraverso il sito Inps da parte dei pensionati che hanno il PIN, oppure direttamente ad una struttura territoriale dell'Istituto o presso gli uffici bancari o postali. "L'uso del contante - ha detto Mastrapasqua - e' rischioso per i pensionati stessi. Nel 2011 i furti negli uffici postali sono aumentati del 17% rispetto al 2010. Ricevere la pensione sul conto corrente o sul libretto postale e' pi- comodo ma anche più conveniente. Invece di ricevere la pensione nei giorni prescritti si ha l'importo pensionistico accreditato dal primo giorno. Lancio un appello al sistema bancario e postale - ha aggiunto - perche' trovi prodotti senza costi per i pensionati". I pensionati che ricevono ancora la prestazione in contanti sono 2,2 milioni (450.000 con trattamenti superiori a 1.000 euro e 1.750.000 con trattamenti inferiori a questa cifra) a fronte dei 3,5 milioni che erano nel 2008. Nel complesso i pensionati Inps sono 13,8 milioni.

FONTE: http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=160204   link

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