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30 agosto 2012 4 30 /08 /agosto /2012 20:54

Che il fumo abbia conseguenze negative non è certamente una novità, peraltro è scritto su tutti i pacchetti. Ma oltre le venti sigarette, stando a un recente studio coreano ad opera della Seoul National University Hospital, aumenta il rischio di un'emorragia sub-aracnoidea (ESA) nella porzione inclusa tra l'aracnoide e la pia madre. Sono due meningi che proteggono il cervello avvolgendolo. Per arrivare a queste conclusioni, gli studiosi hanno confrontato 426 pazienti con sanguinamenti al cervello, con altrettante persone sane che fungevano da gruppo di controllo. I soggetti arruolati avevano un'età media di una cinquantina di anni ed hanno descritto in modo dettagliato la loro storia sanitaria, le loro abitudini di vita, oltre al numero delle sigarette fumate quotidianamente.

emorragiafumo.jpg

Dunque è emerso che nel gruppo di partecipanti che aveva sofferto di ESA, il numero di fumatori era molto più elevato, come anche quello che presentava un'anamnesi familiare con casi di ipertensione e di ictus. I dati dicono che il rischio di sanguinamento cerebrale, grazie al fumo, passa dal 24% al 38%. Inoltre l'influenza esercitata dal fumo si cumula, cioè maggiore è il numero di sigarette fumate e più alta è la probabilità di sanguinamento. I fumatori incalliti che vanno oltre le 20 sigarette avevano un rischio quasi triplicato, prendendo in considerazione anche altri fattori di rischio come il peso corporeo, quantità di sale consumato ed eventuali casi di diabete in famiglia. L'emorragia sub-aracnoidea (ESA), il tipo di patologia considerata dai ricercatori coreani, è in genere dovuta alla rottura di un aneurisma al cervello. Quest'ultimo, in sintesi, è un'arteria che ha subito una deformazione. Dopo un evento del genere, le possibilità di sopravvivenza si attestano intorno al 50% dei casi e chi sopravvive rischia di dover affrontare disabilità a volte irreversibili.

fonte: http://www.vitadidonna.it/news-salute/4759-fumo-oltre-le-20-sigarette-si-triplica-il-rischio-di-emorragia-cerebrale-nei-fumatori.html

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29 agosto 2012 3 29 /08 /agosto /2012 21:13

Se consideriamo cento persone adulte in sovrappeso e pigri, i quali consumano molto alcol e poche verdure, si può affermare che saranno tutti e cento ipertesi prima o poi. Se invece questi cento avranno uno stile vita sano e non saranno grassi se ne ammaleranno soltanto 35. L'esito, presentato al congresso della Società Europea di cardiologia a Monaco di Baviera non aggiunge molto a ciò che già detta il buon senso. Ma se si vuole trasformare il buon senso in indicazioni certe da dare alla popolazione e, soprattutto, ai politici, per fare prevenzione di massa, allora gli stili di vita vanno studiati come se fossero nuovi farmaci da approvare. Specie se in gioco vi è una malattia, l'ipertensione, che, tralasciando le sue responsabilità in infarto e ictus, è la quarta causa di morte. E così, dopo aver seguito oltre 20mila adulti per 16 anni, ecco le certezze uscite dalla ricerca coordinata da Pekka Jousilahti, dell'Istituto nazionale per la salute e il benessere della Finlandia.

ipertensione.jpg

Peso del corpo, attività fisica, consumo di alcol e di verdure: ecco i quattro fattori che più influenzano lo sviluppo dell'ipertensione. Il fumo si rivela meno influente, ma solo sull'ipertensione mentre restano confermati i danni a cuore, arterie e cervello. Inoltre, gli studi hanno svelato, come avviene per le sostante tossiche, che i 4 fattori sommano i loro effetti. Nel senso che ognuno aggiunge (o sottrae se assente) circa un 15% di rischio in più (o in meno). E così, basta essere sovrappeso, ad esempio, per far salire (o scendere se si è normopeso) di un 15% la probabilità di soffrire di pressione alta. Un altro 15% si somma (o si sottrae) se si bevono più di 50 grammi di alcol a settimana (circa mezzo litro di vino). Stesso incremento circa ( o decremento) per attività fisica inferiore a tre ore a settimana o se si mangia poca verdura.

fonte: http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2012/08/27/news/ipertensione_e_fattori_di_rischio-41573833/

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9 agosto 2012 4 09 /08 /agosto /2012 13:25

Consumare un succo di pompelmo al dì potrebbe triplicare gli effetti di una dose di farmaco anti-tumore. La combinazione dei farmaci e del succo di pompelmo potrebbe contribuire a ridurre gli effetti collaterali associati alle alte dosi dei farmaci e ridurre notevolmente i costi. Lo studio deriva dalla University of Chicago Medicine ed e' apparsa sulla rivista scientifica ''Clinical Cancer Research''. I ricercatori hanno scoperto che il succo aumenta del più del 300 % gli effetti del sirolimus, un medicinale approvato per i pazienti trapiantati ma che potrebbe aiutare anche gli individui che hanno il cancro. Un altro farmaco, il ketoconazolo, aumenta del 500 % gli effetti del sirolimus. ''Il succo di pompelmo aumenta notevolmente i livelli nel sangue di questi farmaci. Una somministrazione controllata del succo di pompelmo potrebbe incrementare l'efficacia e la disponibilita' di farmaci come il sirolimus'', ha detto Ezra Cohen, che ha svolto la ricerca. E' la prima ricerca che indaga gli effetti combinati di cibo e farmaci anti-cancro.

succo_pompelmo.jpg

Le capacita' ''farmaceutiche'' del succo di pompelmo derivano dal fatto che esso inibisce gli enzimi nell'intestino che decompongono il sirolimus e diversi altri farmaci, con un effetto che inizia entro poche ore dalla sua assunzione e svanisce gradualmente nel corso di pochi giorni. Cohen e colleghi hanno coinvolto 138 pazienti con cancro incurabile e per i quali nessuna terapia era efficace. Il sirolimus e' un farmaco che puo' provocare problemi gastrointestinali anche seri. L'assunzione combinata di succo di pompelmo ha aiutato i pazienti a diminuire le dosi del farmaco, pur mantenendone l'efficacia.

fonte: http://salute.agi.it/primapagina/notizie/201208091248-hpg-rsa1014-tumori_succo_pompelmo_triplica_effetto_farmaco_anti_cancro

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28 luglio 2012 6 28 /07 /luglio /2012 13:41

Si tratta di una proteina nata dalla fusione di due geni vicini: è la causa del più aggressivo tumore al cervello, ovvero il glioblastoma. La scoperta, comparsa sulla rivista 'Science', porta la firma di due cervelli italiani da tempo trapiantati negli USA, Antonio Iavarone e la moglie Anna Lasorella, da sempre impegnati nella ricerca sui tumori cerebrali. Gli esiti a cui sono arrivati gli studiosi hanno implicazioni non solo sulla conoscenza dei meccanismi di formazione e crescita di questa forma di cancro, in molti casi ancora letale, ma anche di diversi altri tipi di neoplasie solide. Non solo. La scoperta potrebbe anche «rivoluzionare» la terapia. 

tumore_cervello.jpg

Dopo aver rilevato l'anomalia che in alcuni casi provoca, come fosse una droga per le cellule malate, questo tumore, il team ha testato, al momento su topi fatti ammalare in laboratorio, un farmaco già utilizzato per altre forme di cancro. Bersagliando la proteina che si genera dalla fusione dei due geni, la crescita del glioblastoma rallenta in maniera significativa. «Questi risultati sono doppiamente importanti, sia da un punto di vista clinico che di ricerca di base», sottolinea Iavarone, professore di Patologia e neurologia alla Columbia University di New York. L'anomala fusione dei due geni è stata individuata soltanto nel 3 % dei tumori studiati ma per questi pazienti la speranza è quella di una cura mirata.

fonte: http://www.ilgiornale.it/news/interni/scoperta-droga-genetica-che-scatena-tumore-cervello-due-825794.html

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27 luglio 2012 5 27 /07 /luglio /2012 21:13

Un team di studiosi dell'Ospedale San Raffaele di Milano ha identificato un nuovo meccanismo che consentirà di rendere visibili le cellule infettate dall'Hiv - normalmente invisibili e quindi non attaccabili né dal sistema immunitario, né dalla terapia antivirale - e di renderle individuabili dalle terapie. Guidato da Maria Vittoria Schiaffino dell’Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele e da Guido Poli dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, lo studio è stato pubblicato su Pnas-Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Si sa da tempo che in presenza di Dna virale estraneo le cellule dei mammiferi si attivano spegnendo le sequenze esogene al fine di impedirne la diffusione. Un meccanismo protettivo che ha degli inconvenienti poichè abbassa l’efficacia delle terapie antivirali. I ricercatori si sono concentrati sul virus Hiv-1, responsabile dell’Aids: dopo essersi inserito nel genoma cellulare dell'ospite il virus viene, in una percentuale dei casi, "spento", costituendo una riserva di cellule infettate invisibili e quindi non attaccabili né dal sistema immunitario, né dalla terapia antivirale. 

hiv_sanraffaele.jpg

Gli scienziati hanno identificato un nuovo meccanismo epigenetico che permetterà di disegnare una strategia per sbloccare questo meccanismo, scoprendo che le cellule riattivano il Dna silenziato quando vengono deprivate di componenti necessari per la loro crescita, come gli aminoacidi essenziali. Un elemento cruciale in questa risposta cellulare è dato, in particolare, dalla disattivazione di un enzima, chiamato "istone deacetilasi 4" (HDAC4). "La scoperta di un efficiente meccanismo molecolare che regola la riattivazione del Dna estraneo all’interno della cellula ha una potenziale ricaduta importante anche per la terapia genica - spiega Schiaffino - perché l’utilizzo di farmaci che inibiscono l’enzima (o altre strategie utili a inattivarlo) potrebbe evitare che le cellule spengano i vettori virali utilizzati a scopo curativo, aumentandone così l’efficacia a lungo temine".

fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/14490-hiv-ecco-come-si-puo-battere-la-scoperta-del-san-raffaele?refresh_ce

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27 luglio 2012 5 27 /07 /luglio /2012 21:06

In estate bisogna stare molto attenti a non disidratarsi anche per non creare disagi all'occhio, e questo vale soprattutto per gli anziani e per i miopi. Infatti, si può verificare è il distacco del vitreo e nei casi più acuti addirittura della retina. Il corpo vitreo è una massa gelatinosa trasparente ed incolore che copre la gran parte posteriore del globo oculare, la retina è invece la membrana più interna dell'occhio. Il dottor Ciro Tamburrelli, facente parte dell'Ospedale Oftalmico di Roma, spiega che il problema interessa soprattutto anziani e persone miopi. Un campanello d'allarme è quando si inizia a vedere delle macchie scure di piccole dimensioni che si agitano nel campo visivo come fossero mosche volanti. Si tratta di piccoli disturbi che possono essere evitati bevendo molta acqua e con una buona alimentazione a base di frutta e verdura.

disidratato_occhio-copia-1.jpg

Il capo dipartimento dell'Ospedale Oftalmico di Roma mette in guardia poi nei confronti dell'aria condizionata, la cui maggiore esposizione può procurare un "conseguente senso di fastidio e di presenza di un corpo estraneo nell'occhio". In automobile o davanti al pc, l'utilizzo dei condizionatori "può in qualche caso portare a sviluppare delle congiuntiviti", spiega lo specialista. Poi c'è l'esposizione al sole. Il suggerimento è quello di indossare occhiali con lenti scure di qualità. Attenzione ai bambini, ricorrere agli occhiali da sole in modo particolare per quelli facili alla congiuntivite causata alla sensibilizzazione ai raggi ultravioletti.

fonte: http://www.vitadidonna.it/news-salute/4709-occhi-contro-il-rischio-disidratazione-bere-acqua-e-mangiare-frutta-e-verdura.html

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22 luglio 2012 7 22 /07 /luglio /2012 15:26

Per la prima volta nella storia, cellule staminali salva-fegato prelevate da un feto sono state trapiantate in un uomo ammalato di cirrosi epatica allo stadio avanzato. L'operazione è stata condotta in Italia, presso il Policlinico Umberto I di Roma, nell'ambito di un protocollo di ricerca che include venti degenti, tutti nello stadio avanzato della patologia. Le cellule del fegato infuse nel paziente sono state prese da un feto abortito terapeuticamente a causa di una malformazione. L'intervento e' stato effettuato una settimana fa sotto la guida di Domenico Alvaro, Eugenio Gaudio, Pasquale Berloco e Marianna Nuti. Dal fegato del feto, dal peso di 10 grammi, sono state isolate le cellule indispensabili a rigenerare il fegato, in totale quasi cinquanta milioni.

staminali_feto_fegato.jpg

''Sono cellule staminali pluripotenti'', ha detto il dott. Alvaro. ''Ovvero staminali capaci di maturare, generando cellule adulte di tipologia abbastanza differente''. Cellule di questo tipo, ha aggiunto, non danno alcun rischio di rigetto e non richiedono dunque che i degenti debbano seguire cure immonosoppressive, ovvero volte a ridurre le difese immunitarie perche' queste non attacchino le nuove cellule. ''Lo scopo - ha spiegato Alvaro - e' ripopolare in questa maniera il fegato del paziente, così da ottenere aree di fegato funzionanti, capaci di sostenere il fegato malato''. Ci vorranno un paio di mesi per avere questo esito. Se la risposta sara' positiva, la nuova modalità consentirà di attendere il trapianto di fegato alle persone con la cirrosi epatica allo stadio avanzato, che hanno solo pochi mesi di vita.

fonte: http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2012/07/20/Primo-trapianto-mondo-staminali-salva-fegato_7214141.html

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20 luglio 2012 5 20 /07 /luglio /2012 22:57

I videogiochi si sono rivelati uno strumento efficace per restituire forza e destrezza alle vittime di ictus, anche a distanza di anni dall'iniziale ricovero in ospedale. Lo ha dimostrato un programma intenso di due settimane, detto Wii-based Movement Therapy, sviluppato e condotto con successo da Neuroscience Research Australia. I degenti giocano utilizzando la console Wii della Nintendo per rafforzare i muscoli e i nervi nelle braccia e nelle mani colpite dall'ictus. I pazienti si cimentano in giochi sportivi che richiedono movimenti delle braccia, devono anche spostare il peso fra una gamba e l'altra e occasionalmente muoversi, beneficiando quindi anche altri muscoli.

videogames.jpg

La dott. Penelope McNulty, che coordina il programma, elogia la terapia, perché con altri metodi di riabilitazione la maggior parte dei pazienti trova difficile restare motivati. "La terapia costa poco, è facile da usare e, quel che più conta, é divertente. Offre ai partecipanti motivazione a completare la terapia, il che è essenziale per il miglior recupero possibile", aggiunge. Si pensava sino ad ora che i pazienti di ictus non potessero recuperare al di là del livello conseguito con il ricovero in ospedale, ma il team della McNulty ha lavorato con persone che avevano subito l'ictus fino a 21 anni fa. Tutte hanno registrato un sensibile miglioramento.

fonte: http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2012/07/20/Videogiochi-aiutano-vittime-ictus_7214733.html

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18 luglio 2012 3 18 /07 /luglio /2012 00:50

L'arrivo del morbo di Alzheimer e di altri problemi cognitivi potrebbe essere preannunciato da alcune difficolta' nel camminare. La tesi la suggeriscono cinque ricerche presentate a Vancouver (Canada) nel corso del meeting della Alzheimer's Association. In alcune delle analisi ai soggetti studiati e' stato chiesto di camminare contando ad alta voce o facendo dei test, in altre si sono analizzate eventuali variazioni di velocita', e in tutti e' emerso che a peggiori prestazioni fisiche sono correlate problematiche inerenti a memoria e ragionamento.

alzheimer_camminare.jpg

Oltre che di camminare da soli, i pazienti con Alzheimer in stadio grave possono non essere più in grado di mangiare o di deglutire normalmente, per cui subentrano malnutrizione, piaghe da decubito e polmoniti da aspirazione di liquidi nei polmoni, potenzialmente letali. In questa fase il ricovero presso strutture di lunga degenza diventa pressochè inevitabile. 

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2012/07/17/Problemi-camminare-indizio-Alzheimer_7198915.html

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13 luglio 2012 5 13 /07 /luglio /2012 23:36

Per le donne restare sempre calme è una cosa che ripaga, in quanto l'ansia oltre a svariate problematiche porta con se' anche quella di un invecchiamento piu' veloce. Ciò emerge da uno studio apparso sulla versione web della rivista scientifica 'Plos One', svolta dal Brigham and Women's Hospital di Boston. Secondo gli studiosi, le donne affette dalla forma piu' comune di ansia, ovvero la fobica, avrebbero i telomeri piu' corti. I telomeri sono la parte terminale del Dna, essi tutelano il materiale genetico da danneggiamenti e il loro progressivo accorciamento e' associato all'invecchiamento cellulare: averli piu' corti e' sintomo del fatto che l'invecchiamento cellulare avviene prima.

donne_ansia.jpg

Per giungere a questi risultati sono stati analizzatii i campioni di sangue di cinquemila donne di eta' compresa tra i 41 e i 67 anni, a cui sono stati anche somministrati dei test relativi ad eventuali forme di ansia fobica. Ne e' emerso che ad alti livelli di ansia corrispondevano telomeri piu' corti: in particolare la differenza tra una donna ansiosa e una non ansiosa in termini di invecchiamento cellulare e' stata quantificata come pari a sei anni.

fonte: http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2012/07/13/Manteniamo-calma-l-ansia-che-fa-invecchiare-donne_7184334.html

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