Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
29 agosto 2012 3 29 /08 /agosto /2012 21:01

Realizzare i "superspaghetti": due progetti di ricerca dell'ARC Centre of Excellence in Plant Cell Walls di Adelaide partiranno il mese prossimo in collaborazione con le università del Molise e di Bari. Questi spaghetti non saranno più lunghi o più saporiti quelli tradizionali, ma più salutari. Talmente tanto da ridurre il rischio di malattie cardiocircolatorie e tumori al colon. Un traguardo che i ricercatori australiani e italiani contano di raggiungere sfruttando al meglio le proprietà nutritive delle cellule di biomassa contenute nella pianta del grano duro. Il primo progetto, in collaborazione con l'università di Bari, valuterà il modo in cui la crescita del grano duro influenza i livelli di amido e fibre presenti nella pianta, e come la quantità di queste fibre possa essere migliorata. Il secondo progetto, in collaborazione con l'università del Molise, invece analizzerà il ruolo giocato dalle due principali componenti delle fibre alimentari -l'arabinoxilano e i beta-glucani - nella qualità della pasta e del pane di grano duro. "Il termine "superspaghetti" inizia già ad eccitare la comunità scientifica, i nutrizionisti e i produttori alimentari di tutto il mondo - dice il professore associato Rachel Burton, team leader di entrambi i progetti - ma, in termini più semplici, i "superspaghetti" non sono che un tipo di pasta con delle proprietà nutritive particolari, che vanno dalla riduzione dei rischi di problemi al cuore a contrasto del cancro al colon. La nostra ricerca, in collaborazione con i colleghi italiani, punta a realizzare tutto questo. Ma crecheremo anche, più semplicemente, di migliorare le proprietà nutritive della pasta così da renderla un alimento molto più salutare". 

superspaghetti.jpg

Il direttore del centro di ricerca, Geoff Fincher, è entusiasta di entrambi i progetti e ha molto fiducia nelle capacità dei ricercatori. Secondo lo scienziato, la realizzazione dei superspaghetti permetterà ai produttori del sud dell'Australia e dell'Italia di ritagliarsi una nicchia di mercato assolutamente unica, diventando i primi a realizzare un tipo di pasta che non solo delizia il palato ma fa anche bene al cuore. La partnership con l'Italia, inoltre, rappresenterà per l'Australia un valore aggiunto, perchè permetterà ad un Paese che consuma relativamente poca pasta di vendere il prodotto là dove invece se ne fa un consumo ampissimo. "Ogni anno gli italiani consumano circa 27 kg di pasta a testa, gli australiani solo 4", precisa Fincher. Ambedue i progetti sono stati finanziati dal governo del sud dell'Australia, dalle regioni italiane coinvolte, dall'università di Adelaide e dell'ARC Centre of Excellence in Plant Cell Walls. In particolare, gli esperti dell'università del Molise studieranno come aumentare la presenza di sostanze bioattive nel grano, capaci di ridurre il colesterolo e l'indice glicemico, attraverso tutte le fasi della produzione, mentre i colleghi di Bari si concentreranno su come variare il contenuto di fibre della pianta. "Il progetto prevede lo scambio di conoscenze scientifiche ma anche di personale - spiega Emanuele Marconi, ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari dell'università del Molise - la pasta è già un ottimo alimento dal punto di vista della salute, ma noi vogliamo migliorarlo mantenendo anche il gusto".

fonte: http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2012/08/29/news/italia_e_australia_creeranno_i_superspaghetti_ridurranno_richi_cardiaci_e_di_tumore_al_colon-41669006/

Repost 0
Published by mediavertigo - in Rimedi
scrivi un commento
6 agosto 2012 1 06 /08 /agosto /2012 15:49

Il tè freddo: fresco, dissetante, davvero un piacevole toccasana. Eppure la bevanda regina dell'estate, se consumata in quantità eccessiva potrebbe nascondere un'insidia per i reni: un eccesso di ossalati, sostanze che si accumulano nei reni formando i temuti e dolorosi calcoli. Il campanello d'allarme è lanciato dagli specialisti del dipartimento di Urologia della Loyola University di Chicago (Stati Uniti) ed è rivolto principalmente alle persone con una maggiore propensione alla formazione di calcoli renali. “L'estate è la stagione in cui si perdono più liquidi a causa della sudorazione – dice John Miller, l'urologo che firma l'articolo – ed è forte la tentazione di rimpiazzarli bevendo grandi quantità di tè freddo che ha un sapore più gradevole dell'acqua”.

tefreddo.jpg

Anche il tè caldo contiene ossalati, ma difficilmente se ne bevono quantità abbondanti come accade con la sua versione gelata o raffreddata con il ghiaccio. “Negli Stati Uniti l'80 per cento del tè bevuto è freddo”, spiega Milner a riguardo dell'abitudine degli americani di berlo anche come accompagnamento durante i pasti. Tuttavia, secondo lo studioso, molti sottovalutano il rischio potenziale per i reni. “Per questo, contro il pericolo di disidratazione estiva – aggiunge lo studioso – l'acqua è sempre la scelta consigliata”. Scongiura l'accumulo di ossalati, favorisce l'idratazione e anche il lavoro di filtraggio a carico dei reni. Al massimo si può scegliere una limonata rinfrescante: i citrati contenuti nel limone, infatti, effettuano un'azione di contrasto rispetto alla “sabbia” e agli altri corpuscoli che si accumulano nei reni, non consentendo che si aggreghino formando i calcoli.

fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/14524-troppo-te-freddo-a-rischio-i-reni?refresh_ce

Repost 0
Published by mediavertigo - in Rimedi
scrivi un commento
31 luglio 2012 2 31 /07 /luglio /2012 21:09

La curcuma, sostanza presente nel curry, si scopre un valido aiuto nella prevenzione del diabete per le persone a maggior rischio. È ciò che viene fuori da un recente studio svolto all’Università di Srinakharinwirot, che si trova in Thailandia, e apparsa sulla nota rivista scientifica 'Diabetes Care'. Per arrivare a questo risultato, gli scienziati hanno svolto analisi su individui pre-diabetici, ossia quei soggetti che hanno un alto livello di zucchero che circola nel sangue e che potrebbero in futuro essere colpiti dal diabete di tipo 2. 

curcuma_curry.jpg

Gli adulti prediabetici sotto osservazione sono stati 240, i quali sono stati suddivisi in due gruppi: al primo gruppo è stato somministrato un placebo e al secondo gruppo è stata data una dose giornaliera di 250 ml di curcuminoidi, presenti appunto nel curry. Quelli del secondo gruppo non hanno sviluppato diabete di tipo 2 in seguito all’indagine, mentre chi apparteneva al primo gruppo ha avuto casi di diabete (19 su 116 soggetti ne sono stati colpiti). Curioso vedere come la curcuma possa difendere da questa malattia, infatti il responsabile dello studio in questione ha sottolineato come: “un estratto di curcuma potrebbe essere usato come terapia nella popolazione prediabetica”.

fonte: http://www.diredonna.it/curry-per-prevenire-il-diabete-84134.html

Repost 0
Published by mediavertigo - in Rimedi
scrivi un commento
26 luglio 2012 4 26 /07 /luglio /2012 13:58

Il consumo di pistacchi agevola la riduzione della pressione arteriosa alta e aiuterebbe a combattere lo stress di tutti i giorni. Tutto questo è il risultato di una ricerca della Pennsylvania State University (Stati Uniti d'America), pubblicata sulla rivista statunitense 'Hypertension' e messo a punto su un gruppo di trenta adulti colpiti da dislipidemia. Gli studiosi hanno rilevato che integrare una dieta sana e controllata con questa tipologia di frutta secca, contribuisce a ridurre la pressione sanguigna sistolica e la frequenza cardiaca nel corso dei periodi di tensione.

pistacchi_benefici_stress.jpg

Come tutta la frutta secca il pistacchio è in grado di favorire l'abbassamento della percentuale di colesterolo nel sangue riducendo così il rischio di malattie cardiovascolari; infatti la maggior parte dei grassi contenuti nei pistacchi sono monoinsaturi, che a differenza dei grassi saturi contenuti nelle carni rosse, hanno effetti benefici sul fronte della riduzione del colesterolo "cattivo". Come tutta la frutta secca il pistacchio è in grado di favorire l'abbassamento della percentuale di colesterolo nel sangue riducendo così il rischio di malattie cardiovascolari; infatti la maggior parte dei grassi contenuti nei pistacchi sono monoinsaturi, che a differenza dei grassi saturi contenuti nelle carni rosse, hanno effetti benefici sul fronte della riduzione del colesterolo "cattivo".

fonte: http://www.west-info.eu/it/combatti-lo-stress-quotidiano-con-i-pistacchi/

Repost 0
Published by mediavertigo - in Rimedi
scrivi un commento
23 luglio 2012 1 23 /07 /luglio /2012 21:17

Il silicone e il tessuto cardiaco di topo possono sembrare una combinazione anomala, ma la scienza può far miracoli partendo da particolari situazioni. Stiamo parlando della nuova generazione di pacemaker biologici, che non avrà bisogno di segnali elettrici per funzionare. Un team di studiosi statunitensi facente parte dell'Harvard University e del California Institute of Technology ha realizzato il "medusoide" e ne ha descritto lo studio su "Nature Biotechnology". Sembrerebbe una medusa, ha gli stessi impulsi, lo stesso aspetto, ma il funzionamento assomiglia a quello di un cuore umano. La cyber-medusa è stata inserita in un bacino d'acqua salata e tramite una scossa elettrica la nuova scoperta ha cominciato a muoversi, mediante movimenti sincronizzati molto simili a quelli delle meduse vere. 

medusa_pacemaker.jpg

E' proprio uno degli autori dello studio, Kevin Kit Parker di Harvard ad aver spiegato l'origine dell'invenzione: "Guardando una medusa al New England Aquarium, ho subito notato le somiglianze e le differenze con il cuore umano". Il "medusoide" ha otto braccia esili, è formato da un materiale gelatinoso ed è stato incorporato dal tessuto di un ratto, utile per fornire alla creatura la funzione di pompaggio. Lo scopo definitivo sarà quello di escludere dal processo del nuovo bio-pacemaker la necessità di una fonte esterna di energia per poterlo far funzionare.

fonte: http://www.julienews.it/notizia/cyber-scienza-e-gossip/il-nuovo-pacemaker--una-medusa-artificiale/272061_cyber-scienza-e-gossip_6.html

Repost 0
Published by mediavertigo - in Rimedi
scrivi un commento
11 luglio 2012 3 11 /07 /luglio /2012 00:31

La riduzione del metabolismo basale, dipendente dalla restrizione calorica della dieta dimagrante, è indicata come uno degli elementi che agevolano la ripresa dei chili persi. Una dieta che minimizzi questa riduzione, allora, potrebbe essere particolarmente utile.  Quale dieta ha questi requisiti? È il quesito che si sono posti i ricercatori del New Balance Foundation Obesity Prevention Center - Children Hospital di Boston (Stati Uniti) in uno studio pubblicato da JAMA. Gli studiosi hanno diviso in tre gruppi 21 giovani adulti che avevano perso, con un regime dimagrante standard, dal 10% al 15% del peso e li hanno sottoposti a tre diverse diete di mantenimento, di pari apporto energetico ma di composizione differente. La prima, a basso contenuto di grassi, enfatizzava la presenza di cereali, frutta e ortaggi (carboidrati 60% delle calorie totali, grassi 20%, proteine 20%). La seconda, a basso indice glicemico, mirava a sostituire una parte degli alimenti amidacei con grassi salutari e legumi, ortaggi e frutta (40% di carboidrati, 40% di grassi e 20% di proteine). La terza, infine, era a bassissimo contenuto di carboidrati (carboidrati 10% delle calorie totali, grassi 60%, proteine 30%).

fibre_proteine.jpg

Il metabolismo basale si è ridotto di molto (rispetto ai valori prima del dimagrimento) con la dieta a basso contenuto di grassi; la dieta a basso indice glicemico ha prodotto invece una riduzione "intermedia" del metabolismo basale; infine, la dieta molto povera di carboidrati è risultata quella che riduceva il metabolismo basale meno delle altre. Quest’ultima, dunque, sembrava essere la migliore al fine di non recuperare i chili persi. I ricercatori, però, si sono accorti che con questo tipo di dieta risultavano più elevati sia il livello ematico di cortisolo, che è un indicatore dello stress, sia il livello di proteina C reattiva, un indicatore di infiammazione. E questo suggerirebbe un impatto negativo di questo regime alimentare sul rischio di eventi cardiovascolari. In conclusione: la dieta migliore per non riacquistare peso è quella con la composizione più equilibrata, senza limitazioni eccessive né dei grassi né dei carboidrati, e con un apporto significativo di fibre vegetali in grado di limitare l'incremento di glicemia e insulina dopo il pasto. Spiega Gabriele Riccardi, presidente del Corso di Laurea magistrale in Nutrizione umana dell'Università di Napoli: «La composizione della dieta "di mantenimento" è fondamentale per limitare il rischio di recuperare peso dopo il dimagrimento. Lo studio evidenzia che non è vero che una caloria è sempre una caloria, qualunque sia l'alimento. Alcuni alimenti, infatti, stimolano il metabolismo energetico più di altri. Tra questi danno un contributo significativo non solo i cibi ricchi in proteine, ma anche quelli ricchi in fibre (i legumi o alcuni cereali integrali come avena, orzo e segale, molte verdure e frutta) in grado tra l’altro di incrementare l'azione della leptina, ormone che aiuta a limitare la fame».

fonte: http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_luglio_10/fibre-proteine-chili-persi_cf126efc-c749-11e1-96dc-1183a294894f.shtml

Repost 0
Published by mediavertigo - in Rimedi
scrivi un commento
6 luglio 2012 5 06 /07 /luglio /2012 00:20

Scegliere  la colazione invece che altri pasti quotidiani, incrementare il consumo di verdura di stagione e yogurt, privilegiare il sale iodato, bere un litro e mezzo di acqua al dì econservare adeguatamente i cibi. Si tratta di alcune regole contenute nel decalogo alimentazione estate 2012 "E...state Ok con la nutrizione", presentato oggi al ministero della Salute. Dieci consigli facili da ricordare e semplici da seguire, in vacanza o in citta' per trascorrere al meglio l'estate e perche' no? comprendere meglio i cibi e assumerli in modo consapevole. Ecco le regole d'oro: 1) Rispettare quotidianamente il numero e gli orari dei pasti, soprattutto la prima colazione, che deve essere privilegiata rispetto agli altri pasti; 2) Aumentare il consumo di frutta e verdura di stagione e yogurt (senza zuccheri aggiunti), ma non trascurare la frutta secca (mandorle, noci...) ricca di grassi 'buoni', minerali e fibre, senza ovviamente esagerare, perche' ricca di calorie; 3) Preparare i piatti con fantasia, variando gli alimenti anche nei colori, dati dalle sostanze ad azione antiossidante (vitamine, polifenoli...); 4) Moderare il consumo di piatti elaborati e ricchi di grassi, meglio condire con olio d'oliva a crudo; 5) Privilegiare cibi freschi, facilmente digeribili e ricchi di acqua e completare il pasto con la frutta, regola da seguire quando si consuma "al sacco", non esagerando con gli spuntini salati o zuccherati;

caldotorrido.jpg

6) Consumare un gelato o un frullato puo' essere un'alternativa al pasto di meta' giornata; 7) Evitare pasti completi con primo, secondo e contorno quando, durante soggiorni in albergo o in viaggio, e' piu' facile che si consumi al ristorante sia il pranzo che la cena. Optare quindi in una delle due occasioni per piatti unici bilanciati: alcuni degli abbinamenti possibili sono pasta con legumi e/o verdure, carne/pesce/uova con verdure. 8) Consumare poco sale e preferire sale iodato, ne bastano 5 grammi, e per gli ipertesi puo' essere utile consumare sale iposodico o asodico; 9) Rispettare le modalita' di conservazione degli alimenti, mantenere la catena del freddo e ricordare che cibi conservati a lungo in frigorifero rischiano un peggioramento nutrizionale e una contaminazione da microrganismi; 10) Bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno, moderare il consumo di bevande con zuccheri aggiunti e limitare il consumo di bevande moderatamente alcoliche come vino e birra, evitare le bevande ad alto contenuto di alcol. 

fonte: http://salute.agi.it/primapagina/notizie/201207051520-hpg-rsa1043-caldo_cosa_mangiare_contro_l_afa_ecco_decalogo_ministero_salute

Repost 0
Published by mediavertigo - in Rimedi
scrivi un commento
3 luglio 2012 2 03 /07 /luglio /2012 21:41

La questione di non fumare rappresenta una delle istruzioni principali che viene data alla donna in gravidanza. Infatti, oramai sono molteplici le ricerche che lanciano l'allarme sui possibili danni trasferibili al bebè. Ma secondo quello che trapela da uno studio condotto da ricercatori britannici facente parte dell'University of Bradford, anche i papà avrebbero le loro responsabilità se nella fase del concepimento erano fumatori.

feto_fumo.jpg

Il pericolo è che il Dna danneggiato del padre possa essere trasmesso al figlio con il conseguente incremento del rischio di malattie e, tra queste, anche il cancro. I dati dello studio, apparso su ''Faseb Journal'', hanno permesso di osservare che alcuni marker indicatori di danni al Dna contenuto nel sangue o nello sperma del padre nel periodo del concepimento, sono stati poi individuati nel Dna dei nascituri.

fonte: http://cervelliamo.blogspot.it/2012/07/la-salute-di-un-nascituro-puo-essere-in.html

468x60_IT_shm_log_110303

Repost 0
Published by mediavertigo - in Rimedi
scrivi un commento
2 luglio 2012 1 02 /07 /luglio /2012 21:11

Per la nostra salute è davvero importante camminare, dunque concedetevi del tempo libero per fare una bella passeggiata perché, spiegano gli esperti del settore, si corrono meno rischi di sviluppare il diabete di tipo 2. A rivelarlo è uno studio effettuato presso l’Università di Washington, dove i ricercatori hanno scoperto che è possibile ottenere benefici facendo almeno diecimila passi al giorno. Chi è già abituato non può che esserne soddisfatto, i più sedentari (chi per necessità di lavoro chi per pigrizia) invece avranno un motivo in più per mantenersi in forma.

diabete_camminare.jpg

La ricerca, pubblicata sulla rivista medica ''Diabetes Care'', è stata svolta su quasi duemila volontari, ai quali è stato chiesto di indossare un contapassi per circa una settimana. Nessuno di loro soffriva di diabete. Circa la metà del campione preso in esame non ha superato i 7800 passi al giorno, un quarto addirittura non ha oltrepassato i 3500 passi. Dopo cinque anni di osservazione, il 16 per cento delle persone che camminavano di meno ha sviluppato diabete. Secondo i ricercatori, coloro che camminano molto possono arrivare a diminuire il rischio di diabete fino al 28 per cento. Visto che le passeggiate fanno bene, quando è possibile, basta indossare scarpe comode e provare a compiere i fatidici ''10.000 passi della salute''...( CONTINUA)

fonte: http://cervelliamo.blogspot.it/2012/07/i-vantaggi-del-camminare-abbassa-anche.html

cheap calls

Repost 0
Published by mediavertigo - in Rimedi
scrivi un commento
25 giugno 2012 1 25 /06 /giugno /2012 14:43

Promod.it - Shopping online

Lo stress di breve durata puo' essere benefico al sistema immunitario. E' quanto emerge da un recente studio di uno scienziato della School of Medicine della Stanford University, il quale ha analizzato la traiettoria delle cellule del sistema immunitario in risposta a stress di ore o in risposta a minacce immediate e ha tracciato, con grande dettaglio, come gli ormoni scatenati dallo stress incrementano la risposta immunitaria. La ricerca e' stata pubblicata sulla rivista 'Journal of Psychoneuroendocrinology'. Lo studio, effettuato sui ratti, prova che la risposta immunitaria e' accresciuta, e non soppressa come si credeva, dalla risposta chiamata "fight-or-flight" (combatti o scappa). Una triade di ormoni dello stress influisce sulle principali sotto-popolazioni delle cellule del sistema immunitario, dando anche la prospettiva di poter manipolare i livelli ormonali per migliorare il recupero di pazienti sottoposti a interventi o le risposte ai vaccini. 

brevestress.jpg

Lo stress cronico, tuttavia, cioè quello che dura settimane e mesi, ha effetti deleteri, tra cui la soppressione della risposta immunitaria. Sottoponendo topi da laboratorio a lievi stress si e' assistito a una mobilitazione massiccia di vari tipi di cellule del sistema immunitario nel sangue e dopo, nell'arco di un paio d'ore, anche su pelle e altri tessuti. In modo particolare, a provocare questa 'migrazione' sarebbero stati tre ormoni rilasciati dalle ghiandole surrenali (norepinefrina, epinefrina e corticosterone, ovvero l'equivalente nei ratti del cortisolo umano) in quantita' e tempi diversi, in risposta allo stress. La risposta e' analoga in tutti gli animali. "Ulteriori studi saranno indispensabili anche su soggetti umani - ha affermato Firdaus Dhabhar, il coordinatore a capo della ricerca - che speriamo di condurre, prima che queste applicazioni possano essere effettivamente adoperate".

fonte: http://cervelliamo.blogspot.it/2012/06/un-breve-stress-puo-essere-positivo-per.html

Repost 0
Published by mediavertigo - in Rimedi
scrivi un commento

Other Articles

boulevardbroken.jpg

Una grande band di punk/pop americano: Green Day --->>> link

 

henry 200

Henry: l'elegante gazzella dell'Arsenal --->>> link

 

baudelaire.jpg

Il poeta maledetto Baudelaire --->>> link

 

medicina1.jpg

Pensiamo alla...Salute: i Forum --->>> link

 

films.jpg

Recensioni di molte pellicole cinematografiche --->>> link

 

construction.jpg

Fai un 'Project Work' per un Master o un Corso --->>> link

 

tecnologia-amica.jpg

Presentazione di prodotti tecnologici --->>> link

 

pino_scotto_rocktv.JPG

Tutti i video del guru rocker Pino Scotto --->>> link

 

musica.jpg

Articoli su artisti e gruppi musicali --->>> link

 

belabela.jpg

Le bellezze dello spettacolo: Belen, Folliero e altre --->>> Belen e altre bellezze della tv.

Calendari sexy --->>> I mitici calendari di MAX.

Cerca Nel Blog

MEDIAvertigo...altrove

vertigosublogger.jpg

http://mediayankees.blogspot.com - link

Film-TeleFilm-Partite - link

Archivi

ZANOX 1

Hotel Holidays a 129 Euro invece di 300. Risparmi il 57% (468962)

Sprintrade Network