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A bere si comincia presto. A dimostrarlo, la fotografia scattata dalla Società italiana di alcologia. Secondo la relazione che la sezione Ligure consegnerà il 12 aprile all'Istituto superiore di sanità, su un campione di 1500 ragazzini tra 12-13 anni di scuole del centro, Cornigliano, Voltri, Sampierdarena e Struppa, 1160 (77,3%) hanno dichiarato di aver bevuto sostanze alcoliche almeno una volta. Non stupisce che la percentuale sia suddivisa in modo equo tra maschi e femmine (608 i primi, 552 le bambine), preoccupa invece un altro dato: di questi, 900 su 1160 (il 77,5%) ha rivelato di averlo assaggiato in un contesto familiare. I ragazzini sono stati intervistati in forma anonima per tre mesi, da ottobre dell'anno scorso a febbraio. Il 18,1%, 220 su 1160, ha fatto il primo assaggio a 13 anni, mentre il 17,2 a 12 (200). Ovviamente, la percentuale cala andando verso il basso, con il 15% dei bambini di 11 (175) e il 12,9 di quelli di 10 (150). È, tuttavia, inquietante il fatto che in questa statistica ci siano anche i bambini di 5 anni, che occupano il 9° posto con il 3,8%: in 45 hanno detto di conoscere già l'alcol. Lo studio condotto dal dottor Gianni Testino, epatologo dell'ospedale San Martino e vicepresidente nazionale della Società italiana di alcologia con Ornella Ancarani, caposala del San Martino e membro del direttivo, penetra in modo profondo nel fenomeno e lo scandaglia in tutte le sue più piccole sfaccettature. Emerge, quindi, che dei 1160 ragazzini che hanno assaggiato una volta bevande alcoliche, 495, quindi il 42,6% (299 maschi e 196 femmine) ha continuato a bere regolarmente con queste modalità: 252 (21,5) una volta al mese, magari andando a mangiare una pizza con gli amici, il 21% tutte le settimane. "Un dato enorme", afferma Testino. Dei ragazzini che hanno bevuto tutte le settimane, quindi 243, il 10% (115) non può più fare a meno di bere tutti i giorni. Gli studenti sono stati "interrogati" non solo su quanto bevono, ma su quali conseguenze negative pensano che possa provocare l'alcol. Ebbene, il 64,4%, che vuol dire 970 su 1500, ha risposto che "se si beve poco si può tranquillamente guidare il motorino". Un concetto di sottovalutazione del pericolo e di poca conoscenza dei danni che può causare l'alcol, vedendo anche che il 20,6% (310) ha dichiarato che "bere moderatamente può far bene". Questa situazione è dovuta anche ai messaggi distorti che lancia la televisione. Lo si capisce leggendo che il 23% (347) ha risposto di essere "entusiasta della pubblicità a favore delle bevande alcoliche". Auto che sfrecciano, birra che scorre a fiumi, sono un lasciapassare psicologico, tanto che il 20% non ha avuto problemi a dire che ha guidato anche senza patentino.
L'indagine della sezione ligure della Società italiana di alcologia, ha puntato anche a capire come trascorrono il loro tempo i ragazzini tra 12 e 13 anni e il loro rapporto con la televisione. Anche in questo caso, i dati devono far riflettere. Il 32,6% (488 su 1500) ha spiegato che passa 1-2 ore al giorno davanti a uno schermo. C'è chi tocca il picco di tre ore (395, il 26,3%), ma anche chi rimane incollato per quattro ore: 305 (20,3%). Infine, alla relazione è stata aggiunto anche il capitolo che riguarda videogiochi e Internet. Il fatto che l'11,2 degli intervistati abbia detto di giocare tutti i giorni, non è un elemento da sottovalutare perché vuol dire che tra tv, chat, social forum, il tempo per fare attività fisiche e leggere un libro che non sia di scuola è ridotto al minimo. "La pubblicità spesso punta ai giovanissimi dando alla birra, ai superalcolici, quella patente di innocuità, di spensieratezza, che è davvero un messaggio pericoloso". A lanciare l'allarme è Gianni Testino. Secondo il vicepresidente nazionale della Società italiana di alcologia "i bambini - in questo caso viene fotografata la fascia di età tra 12 e 13 anni - non percepiscono il problema per colpa della pubblicità, che non fa disinformazione e pensa solo a far guadagnare le aziende produttrici". È un gioco senza regole, dove c'è solo un obiettivo: investire nel futuro, abituandoli a "qualche goccio" da piccoli, così da grandi saranno un buon investimento...(CONTINUA)
di stefano origone