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La prima nuvola fu intravista sopra Cedar Rapids, nello stato americano dello Iowa: sovrastava distese di campi di granoturco, con aria piuttosto minacciosa. Dopo le segnalazioni si sono decuplicate. E' comparsa sulle Grandi Pianure degli Stati Uniti, teatro dell'epopea del Far-West, dunque è spuntata qui e là in Europa tra Francia, Norvegia e Scozia, in Inghilterra. Non si trattava di un'astronave di extra-terrestri, ma per gli appassionati del settore l'emozione è identica: era un nuovo genere di nuvola. Una nube grande, grigio scura, formata da una serie di mulinelli. Il genere che, quando la vedi, promette tempesta. Una così, finora però, non s'era mai vista.
L'inedita formazione di particelle d'acqua condensata sarebbe il primo genere di nube scoperta dal '51 ad oggi. In questo settore, gli studiosi non si aspettavano novità. Anche se a un occhio inesperto possa sembrare che in cielo ve ne sia una varietà infinita, la scienza classifica le nuvole in quattro gruppi fondamentali: cirri, cumuli, strati e nembi. Ci sono vari sotto gruppi, suddivisioni in nuvole alte, medie, basse, a grande sviluppo verticale, madreperlacee e nottilucenti. Ma di veramente nuove, non se ne avvistavano da sessanta anni
D'altro canto, le nuvole hanno sempre affascinato l'umanità, immortalate da grandi pittori e grandi fotografi, da Van Gogh ad Ansel Adams al nostro Luigi Ghirri ("Il profilo delle nuvole" s'intitolava un bellissimo libro di sue immagini con testi di Gianni Celati). "E vengono ingiustamente malignate", protesta il loro difensore Pretor-Pinney, che non trova niente di bello in un cielo azzurro e invita a non associare le nubi a turbolenze, precipitazioni, preoccupazioni, guai.
Hanno coinvolto studiosi della Reading University per studiare il fenomeno. Si sono rivolti alla Royal Metereological Society per ottenere una certificazione ufficiale. Hanno proposto un nome, in latino naturalmente: Undulatus asperatus (Ondulate increspate). E ora il quotidiano Independent annuncia che l'iniziativa ha raggiunto le Nazioni Unite, un cui organismo esaminerà la richiesta di includere la nuova nube nell'International Cloud Atlas, l'atlante ufficiale delle nuvole, pubblicato dalla World Metereological Organization di Ginevra. "Osservare le nubi non è un gioco", sostiene Gavin Pretor-Pinney, presidente della società per il loro apprezzamento.
( a cura di enrico franceschini da ' la repubblica ' )