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Internet non è una rete infinita: il numero di indirizzi web che si possono creare è limitato. Quando nell'ormai lontano 1981 venne rilasciato il protocollo IPv4, nessuno si sarebbe immaginato che già dopo una ventina d'anni il Web avrebbe superato i quattro miliardi di indirizzi web teorizzati all'epoca. Per evitare i rischi di sovraccarico, dunque, lo scorso anno, è stato presentato e testato per 24 ore il protocollo IPv6, che oggi entra ufficialmente in azione salvando internet da un 'blocco' inevitabile. Rispetto ai 4,3 miliardi di indirizzi gestibili dall'IPv4, il nuovo protocollo che è stato già adottato da Facebook, Microsoft e Google, tanto per citare i giganti di internet, potrà raggiungere cifre difficilmente immaginabili oggi, ma anche in futuro, perché eleva il numero 2 alla 128esima, e quindi tocca numeri quantificabili nell'ordine di miliardi di miliardi.
In questi ultimi anni, a determinare il sovraccarico del Web sono stati alcuni fenomeni che hanno conosciuto crescite considerevoli. Primo su tutti quello degli smartphone, i quali attraverso la navigazione su internet spesso 'always on' coprono una parte importante degli indirizzi IP attribuiti sul web. Al contempo, si è creato un traffico anche di quei dispositivi che non sono propriamente smartphone, ma che si aggiungono grazie al principio di 'internet of things', cioè di 'internet delle cose': eBook reader, tablet, console di gioco, ma anche apparecchiature domotiche come frigoriferi o televisori connessi...(CONTINUA)