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La Corea del Sud prova i robot come guardie carcerarie

Grazie ai sensori possono individuare nei prigionieri comportamenti anomali

E' giunta l'era dei droidi. Dalla difesa al commercio, sempre più spesso sofisticati automi di vario genere vengono creati per essere inseriti nella vita quotidiana e prendere il posto degli umani. E dalla Corea del Sud arriva un'ulteriore significativa notizia nella sperimentazione robotica: si tratta di sentinelle hi-tech, un progetto che partirà a marzo- per la durata di un mese- per quelle che a tutti gli effetti verranno considerate le prigioni del futuro. Occhi grandi, un simpatico sorriso stampato, ma soprattutto capace di parlare. Non c'è nulla d'inquietante nell'aspetto di questi secondini-robot.  Il tutto per un'altezza di un metro e mezzo, settanta chili di peso, sebbene ancora su 4 ruote. Le tre insolite sentinelle del progetto pilota- in questo numero solo per la prima fase- inizieranno i loro turni nel penitenziario di Pohang, a sud est di Seul, nell'Est del Paese. L'obiettivo sarà generare un concreto aiuto per le guardie del carcere, evitando il lavoro più duro, come i turni intensivi soprattutto notturni.

A metà tra Casper, il celebre fantasmino della Famous Studio e Wall-e, il cartone animato della Pixar, i secondini-robot avranno il compito di stabilire una comunicazione a distanza tra detenuti e agenti penitenziari, grazie ad un sistema radio. Un costante rapporto via wireless, insomma, di massima precisione, per via di particolari sensori elettronici di cui sono stati dotati, proprio per individuare nei prigionieri quei comportamenti anomali, autolesionisti o violenti, segnalandoli di conseguenza agli agenti di permanenza. E se l'esperimento dovesse dare risultati positivi, presto i robot aumenteranno di numero, insinuandosi anche nelle altre carceri del Paese. 

Il progetto fa parte dell'enorme investimento che la Corea del Sud sta già da tempo sostenendo per primeggiare nel settore e superare le acquisizioni tecnico-scientifiche raggiunte fino ad oggi dal suo più grande rivale, ovvero il Giappone. Basti pensare che negli ultimi 2 anni, stando ai dati pubblicati dall'agenzia sudcoreana Yonhap ad ottobre del 2011, il mercato della sperimentazione robotica è aumentato dell'80%. Il Paese ha, infatti, investito in tutti i settori della vita dei suoi connazionali. Un esempio tra tanti: lo scorso anno avevamo assistito all'inserimento di docenti d'inglese robotizzati nelle scuole medie di Daegu, vicino Seoul. Oggi è il turno degli automi carcerari. L'idea è stata realizzata dall' “Asian Forum For Corrections”, un gruppo di ricercatori specializzato in criminalità e politiche carcerarie, con il supporto del Ministero della Giustizia e del Ministero dell'Economia e Conoscenza, che hanno stanziato circa 674 mila euro (più o meno un miliardo di won) per vedere la nascita di questi robot...(CONTINUA

FONTE: http://www.repubblica.it/scienze/2012/02/05/news/robot_guardie_carcerarie-29022851/

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