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Lipsia, la città del Faust di Goethe e dell'Inno alla Gioia di Schiller, mostra oggi un volto sorprendente fatto di innovazione ed arte. Un'atmosfera dinamica e aperta, con una grande offerta culturale e creativa, destinata in particolar modo ai giovani artisti. Come le vecchie fabbriche dismesse, oggi trasformate in loft dove gli studenti d'arte possono vivere grazie a borse di studio in collaborazione con le università e con l'Accademia di New York. O come le quindicimila abitazioni in stile liberty, quasi tutte ristrutturate dopo la caduta del Muro di Berlino: oggi ospitano uffici ed appartamenti a prezzi di gran lunga inferiori rispetto alle altre città tedesche. E per la movida? Più di millequattrocento bar e ristoranti fanno pullulare le notti di Lipsia.
Un bosco di venticinque chilometri attraversa la città declinandosi in vari parchi. La città è tranquilla e ordinata tanto che gli abitanti di Lipsia usano il bosco come scorciatoia ( ci sono itinerari illuminati) tra un quartiere e l'altro, anche di sera, sia a piedi che in bici. Nelle belle giornate, non è difficile trovare code su due ruote dirette verso sud, al lago Cospudener See (dove d'estate si fa anche il bagno). Quasi impossibile è invece trovare code di traffico in auto: Lipsia è a misura d'uomo e pochi usano la vettura privata per muoversi.
La città è in evoluzione continua. Si continua a scavare per realizzare altri 23 nuovi laghi per una superficie di acqua di 175 chilometri quadrati, con ramificazioni che arrivano fino alla brughiera dove i fiumi Elba e Mulda creano un paesaggio dolce e ricco di flora e fauna. Oltre al canale artificiale che fu costruito nella prima metà del Novecento con l'obiettivo di evitare le inondazioni della città (e che nelle belle giornate è puntinato di barche colorate), Lipsia ha oggi anche una serie di canali piacevoli da seguire anche in bici.
Non è molto frequentata dagli italiani: per molti il suo nome si limita ad evocare la storica battaglia (di cui rimane oggi il monumento più grande d'Europa) o la "disputa di Lipsia" che manifestò la rottura tra il Papa e i Luterani. E così accade che spesso Lipsia diventa per i turisti semplicemente un luogo di passaggio sulla rotta verso mete tedesche più note. Vale invece la pena fermarsi e godere delle sue strade, dei suoi palazzi, dei suoi musei. Le gallerie rappresentano un vero must: la loro nascita risale alla vocazione commerciale di Lipsia. All'inizio del Novecento furono infatti costruiti una trentina di palazzi attraversati da gallerie (con dentro negozi che restavano aperti tutto l'anno) e con un primo piano che compone un unico percorso che può raggiungere anche i cinque - sei chilometri. L'obiettivo era usare questi spazi per esporre durante la fiera campionaria che proprio qui a Lipsia aveva trovato la sua fortunata formula. Il risultato è una rete di gallerie pressoché unica tra le città tedesche, che permettono di attraversare buona parte del centro senza uscire all'aperto. La più elegante è senz'altro quella che ospita la statua di bronzo del Faust, nel Madler Passage Arcade. Si dice che chi tocca il suo piede dorato non avrà mai più il portafoglio vuoto. Vicino alla statua c'è la taverna frequentata da Goethe quando era studente presso l'Università di Lipsia. Anni dopo, quando scrisse il Faust, inserì nell'opera una scena ambientata proprio in questa taverna che, come dicono con una punta di ironia i cittadini di Lipsia, ha visto Goethe più delle aule dell'università.
(a cura di Anna Maria De Luca)
FONTE: http://viaggi.repubblica.it/articolo/lipsia-scene-da-una-rinascita/224758 link