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Ministro Fornero: sono favorevole al reddito minimo garantito (da Virgilio)

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ministro_fornero.jpgIl ministro del Lavoro e del Welfare Elsa Fornero si è detta favorevole a introdurre in Italia un sistema di reddito minimo garantito. "La mia preferenza è che ci sia" un sistema di questo genere. Comunque, una riforma di questo genere "va congegnata e inserita in un pacchetto più ampio" di misure, ha aggiunto, avvertendo poi che "sono le mie preferenze personali e non il programma del governo". Intanto, c'è ancora una finestra di opportunità perché possano incontrarsi il governo e le parti sociali per parlare della riforma delle pensioni, in agenda al Consiglio dei ministri di lunedì prossimo. Lo ha detto, sempre da Bruxelles, Elsa Fornero a margine del Consiglio Ue degli Affari sociali. "Io sono considerata una persona severa, ma sono aperta al dialogo", ha detto Fornero. La decisione su un eventuale incontro con le parti sociali, ha aggiunto, "sta al presidente del Consiglio, che ha già dimostrato la sua disponibilità al dialogo". Insomma, ha osservato il ministro, "la disponibilità da parte mia c'è, e anche da parte del presidente del Consiglio, quindi dovremmo trovare una finestra". Fornero ha aggiunto che la riforma delle pensioni che sarà probabilmente varata dal Consiglio dei ministri lunedì sarà incentrata sull'introduzione del regime contributivo pro rata per tutti, senza eccezioni (almeno "non verso l'alto", mentre potrebbero essercene, se necessario, per i lavoratori meno fortunati). Il ministro ha fatto capire anche che potrebbe esserci un'accelerazione dell'adeguamento della pensione di vecchiaia delle donne nel settore privato. L'ultima modifica introdotta nella manovra estiva prevede che l'adeguamento progressivo della pensione di vecchiaia delle donne a 65 anni scatti nel privato a partire dal 2014 fino al 2026. Vi sarà "forse un'accelerazione - ha indicato Fornero - di alcuni sentieri di adeguamento, per esempio sull'età (pensionabile, ndr) delle donne, che già erano stati adottati dal governo precedente, ma con una lunghezza che oggi non ci è più consentita". In merito, il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha sottolineato che "se il governo Monti deciderà di non agganciare le pensioni al costo della vita, ciascun pensionato italiano subirà un taglio medio di 280 euro l'anno". "A livello regionale - ha detto - i più colpiti saranno i laziali, che subiranno una perdita annua pari a 311 euro. Di seguito i liguri, con una diminuzione media annua di 305 euro ed i valdostani che, assieme ai pensionati del Friuli Venezia Giulia, si troveranno con un assegno annuo più leggero per un importo pari a 298 euro". Una simulazione questa, ha precisato la Cgia, che è stata realizzata ipotizzando che la mancata indicizzazione delle pensioni al costo della vita sarà estesa a tutti gli assegni erogati dagli istituti previdenziali. Pertanto, gli oltre 16 milioni di pensionati italiani presenti nel nostro Paese (precisamente 16.281.927) subiranno, sempre che la mancata indicizzazione interessi tutti, un taglio complessivo pari a 4,5 miliardi di euro l'anno (importo al netto degli effetti fiscali). "Spero ci sia un incontro. Adesso mi pare davvero inesistente la volontà. Spero ci ripensino". Lo ha detto, dal canto suo, il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni.

FONTE: http://notizie.virgilio.it/generated/topten/2011/12_dicembre/01/ministro-fornero-sono-favorevole-al-reddito-minimo-garantito.html   link

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