Ripercorriamo la carriera di uno dei più grandi difensori della storia del calcio: il rossonero Paolo Maldini.
Paolo Maldini, nato a Milano nel 1968, e figlio di un glorioso difensore come Cesare Maldini, rappresenta una vera e propria icona per il Milan. Paolo fa il suo esordio in Serie A nella stagione 1984-1985 all'età di diciassette anni in Udinese-Milan. Il ragazzo viene gettato nella mischia dal leggendario Nils Liedholm, all'epoca allenatore della squadra rossonera. Da quel momento Paolo diventerà titolare inamovibile, e inizierà una lunga carriera che lo porterà ad essere uno dei calciatori più vincenti della storia del calcio.
Pochi anni dopo il suo esordio, Paolo resiste alle lusinghe della Juventus (squadra per cui tifava da bambino) e resta in rossonero, diventando punto fermo della squadra eccezionale che il Presidente Berlusconi stava creando. Infatti, Paolo verrà messo stabilmente sulla fascia sinistra nell'imbattibile difesa organizzata dall'allenatore Arrigo Sacchi, allenatore scelto da Berlusconi per offrire calcio-spettacolo.
Di quella gloriosa difesa facevano parte anche il fortissimo capitano Franco Baresi, l'ottimo stopper Alessandro Billy Costacurta e il diligente terzino Mauro Tassotti. Questo pacchetto arretrato sarà protagonista del ciclo degli "Invincibili" e degli "Immortali", ovvero i due periodi di numerose e prestigiose vittorie rossonere avvenute tra il 1988 e il 1996.
Oltre a far parte di una squadra vincente come il Milan, Paolo diventa anche un punto fermo della Nazionale Italiana, e avrà anche il piacere di essere allenato da suo padre Cesare nell'avventura dell'Italia al mondiale del 1998 in Francia. Complessivamente, con la Nazionale Paolo ha meno fortuna che col suo club, in quanto perderà sia la finale del Mondiale del 1994 che la finale dell'Europeo del 2000.
Comunque, dopo le tante vittorie ottenute con gli allenatori Sacchi e Capello, Paolo continuerà a vincere uno scudetto con Alberto Zaccheroni tecnico, e successivamente un altra serie di trofei con il suo ex compagno di squadra Carlo Ancelotti in panchina, tra il 2003 e il 2007. Abbandona il calcio all'età di 41 anni.
A Paolo sono state più volte attribuite doti fisiche fuori dal comune per la sua capacità di giocare ad alti livelli per quasi 25 anni di attività. Infatti, il team sanitario del centro sportivo rossonero di Milanello ha più volte affermato che Paolo ha un'età biologica inferiore a quella anagrafica.
E' universalmente riconosciuto come uno dei più grandi difensori di sempre, al pari del suo ex compagno di squadra Franco Baresi.
