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Un mondo da scaricare ma soprattutto da inventare!

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Nate cinque anni fa per il primo modello dell'iPhone, subito si trasformarono in un potentissimo e trasversale strumento di gioco o di lavoro. Oggi sono diventate il nuovo web. Era il 9 gennaio 2007 e al Moscone Center di San Francisco, Steve Jobs presentava il primo modello di iPhone: il 2g. "Apple reinventa il telefono" era lo slogan. Per come sono andate le cose, non era affatto esagerato. "Ohhhh", faceva la folla ogni volta che Jobs svelava una nuova funzione. "It's like magic", diceva lui. Quel discorso fece epoca. Una frase però la notarono solo gli hacker. Diceva più o meno: le applicazioni dentro l'iPhone ce le mettiamo noi della Apple e basta. Jobs, infatti, non voleva che nessuno potesse sporcare, danneggiare o modificare quell'apparecchio che ai suoi occhi era perfetto così. Niente apps esterne, quindi. Fu un errore strategico clamoroso. Ma fu anche un veto che per sua fortuna durò poco, anzi, nulla: il tempo di far arrivare gli iPhone nelle mani degli hacker di tutto il mondo. E la rivoluzione ebbe inizio.

In Italia il primo a metterci sopra la mani fu iRev, alias Max Uggeri, 45 anni oggi, già noto come "Il Reverendo" dai tempi in cui era minorenne e faceva impazzire la polizia postale con le sue incursioni informatiche; e poi passato dalla parte dei buoni ad occuparsi di sicurezza digitale. iRev smontò l'apparecchio, "perché solo così capisco che roba è", disse "wow" e in pochi minuti la prima app era già pronta: si chiamava Free Contact, un modo per scambiarsi i contatti delle rubrica con un clic (fece 15 milioni di download ufficiosi...). Ora, va detto che questa stessa cosa capitava contemporaneamente in tutto il mondo: nuove apps nascevano alla velocità della luce. Non si potevano fermare, andavano cavalcate. E così fu. A giugno Jobs aprì uno negozio ufficiale, dove venderle dopo averle vistate e approvate, e la storia è cambiata.
Oggi le app sono il nuovo web. Un indicatore su tutti. "Fino a qualche tempo fa le aziende chiedevano di avere un sito per comunicare con i clienti: ora vogliono un'app" osserva Silvia Vianello, docente di marketing alla Bocconi e conduttrice di un programma tv quotidiano sul tema, Smart&Apps. Il lato più interessante della storia delle apps però non è chi le scarica e le utilizza, ma chi le inventa e le realizza. Facendo a volte moltissimi soldi. Il caso limite sono i cugini finlandesi Mikael e Niklas Hed che con il giochino "Angry Birds", scaricato da 75 milioni di utenti, hanno incassato 50 milioni di euro in un anno investendo... 51 tentativi sbagliati. All'inizio gli sviluppatori di apps erano i webmaster, quelli che facevano i siti. Oggi sono tutti.

FONTE:   http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/20/news/mondo_app-25299306/   linkapps

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L
interessante... anche se ci capisco poco ;)
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M
grazie, altrettanto!! ;))
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S
Bell'articolo! Buon inizio settimana... :)
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