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Quella esposta al museo newyorkese è una delle quattro copie dipinte da Munch tra il 1893 e il 1910. Appartiene a un collezionista privato che lo scorso maggio l'acquistò per 120 milioni di dollari, il prezzo più alto mai pagato per un'opera d'arte. Le altre tre versioni si trovano nei musei norvegesi. Il quadro resterà al Moma fino al 29 aprile 2013. Di quest’opera esistono quattro versioni. Tre si trovano ad Oslo, e quest’ultima, diversa anche per lo sfondo in cui appare un uomo appoggiato al ponte, è la più bella, la più importante, quella con i colori più vivi.
Il quadro è stato pagato quasi 120 milioni di dollari dopo una tiratissima asta da Sotheby’s da un collezionista . Non tanto, se cosiderate che in trattativa privata i “Giocatori di Carte” di Cezanne ha raggiunto i 250 milioni di dollari. "L'installazione si trova al quinto piano delle gallerie del museo dedicato alla collezione di sculture e dipinti, si trova in un luogo che è già protetto da parecchia tecnologia", ha sottolineato l'ufficio stampa del museo, Margaret Doyle.
L'opera mostra una figura simile a un fantasma con il volto di uno scheletro dovrebbe rappresentare l'esistenza angosciante dell'uomo moderno. The Scream, el Grito, L’Urlo. Chiamatelo come volete ma l’icona di Edvard Munch, il quadro straziante, malinconico, carico di una disperazione che annuncia il terrore del Novecento. L'angoscia: c'è chi dice che il quadro descriva un "attacco di panico", problema con cui molti convivono. Tutto qui: una delle opere d'arte più grandi del mondo sarebbe dunque la trasposizione su tela di un diffuso disturbo psicologico.