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In mostra i disegni di Michelangelo (da IlMessaggero)

Cinquanta anni dopo, stessa ora e stesso luogo, papa Benedetto XVI celebra i solenni Vespri di Ognissanti in latino, pochi ammessi, con cui il predecessore Giulio II della Rovere svelò al mondo una delle sue meraviglie: la Volta della Cappella Sistina, che Michelangelo aveva appena concluso, dopo quattro anni di immani fatiche. Antonio Paolucci, che dirige i musei Vaticani, dice: «La Sistina, oltre alla Volta e al Giudizio, mostra alle pareti dipinti di Ghirlandaio, Perugino stesso, i tre Botticelli più grandi che esistano». 

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«Ma la Volta cambia tutto: dipinte trent’anni prima, queste opere sembrano ormai più vecchie di un secolo. Un’era precedente». E’ una data da celebrare: Sky dedica a Buonarroti l’inaugurazione del suo nuovo canale tv dedicato all’arte; ieri la Rai ha mostrato due antichi filmati di Nino Criscenti, e nella Biblioteca della Camera (via del Seminario 76), il presidente Gianfranco Fini ha inaugurato una piccola ma preziosa mostra sui disegni preparatori che Michelangelo esegue per la Cappella: si può vedere l’attimo in cui sboccia il genio, e quasi rivivere il momento magico della sua prodigiosa creazione artistica.

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La mostra, che resterà aperta gratuitamente fino al 7 dicembre (Michelangelo e la Cappella Sistina nei disegni autografi della Casa Buonarroti; orario dalle 10 alle 20, ultimo ingresso alle 19; il sabato fino alle 13; chiuso oggi, 1° novembre, e le domeniche; info su www.camera.it) si basa su un’idea di Pina Ragionieri, che dirige Casa Buonarroti di Firenze, dalla cui collezione provengono i disegni, ed è stata realizzata dall’associazione culturale Metamorfosi.

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E’ quanto mai intrigante, perché, accanto ad ogni disegno, indica il dettaglio dell’opera michelangiolesca a cui si riferisce. Ecco come Buonarroti ha partorito il braccio di Adamo cacciato dal Paradiso; o le cornici e alcuni dei Nudi della sua Volta immane; o il Profeta Daniele, con pochi tratti a carboncino ed alcuni pentimenti: ripensamenti, o correzioni. Usa il disegno del braccio di Adamo anche in un’altra scena, l’Ubriachezza di Noé. Cristina Acidini, che è soprintendente a Firenze, dice: «Disegna e studia soprattutto il corpo, il bacino: perché dà il movimento alla figura e alla postura. E’ un anatomopatologo: pensa i corpi per sezioni; la testa lo interessa di meno: è sempre l’ultima alla quale provvede». 

fonte: http://www.ilmessaggero.it/cultura/mostre/mostra_disegni_michelangelo_sistina/notizie/228994.shtml

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