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Il tè freddo: fresco, dissetante, davvero un piacevole toccasana. Eppure la bevanda regina dell'estate, se consumata in quantità eccessiva potrebbe nascondere un'insidia per i reni: un eccesso di ossalati, sostanze che si accumulano nei reni formando i temuti e dolorosi calcoli. Il campanello d'allarme è lanciato dagli specialisti del dipartimento di Urologia della Loyola University di Chicago (Stati Uniti) ed è rivolto principalmente alle persone con una maggiore propensione alla formazione di calcoli renali. “L'estate è la stagione in cui si perdono più liquidi a causa della sudorazione – dice John Miller, l'urologo che firma l'articolo – ed è forte la tentazione di rimpiazzarli bevendo grandi quantità di tè freddo che ha un sapore più gradevole dell'acqua”.
Anche il tè caldo contiene ossalati, ma difficilmente se ne bevono quantità abbondanti come accade con la sua versione gelata o raffreddata con il ghiaccio. “Negli Stati Uniti l'80 per cento del tè bevuto è freddo”, spiega Milner a riguardo dell'abitudine degli americani di berlo anche come accompagnamento durante i pasti. Tuttavia, secondo lo studioso, molti sottovalutano il rischio potenziale per i reni. “Per questo, contro il pericolo di disidratazione estiva – aggiunge lo studioso – l'acqua è sempre la scelta consigliata”. Scongiura l'accumulo di ossalati, favorisce l'idratazione e anche il lavoro di filtraggio a carico dei reni. Al massimo si può scegliere una limonata rinfrescante: i citrati contenuti nel limone, infatti, effettuano un'azione di contrasto rispetto alla “sabbia” e agli altri corpuscoli che si accumulano nei reni, non consentendo che si aggreghino formando i calcoli.
fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/14524-troppo-te-freddo-a-rischio-i-reni?refresh_ce