News, arte, musica, hobby, scienza, moda, bellezza, storia, letteratura, cinema
Da oggi cani e gatti hanno il diritto di residenza nella casa di famiglia, sono ufficialmente dei condomini a tutti gli effetti. Potranno abbaiare e fare confusione senza essere “sfrattati”. Lo ha deciso la Camera sancendo il principio inviolabile per cui «le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici». “E’ un nuovo e concreto passo per porre fine a una discriminazione contro chi vive con animali domestici – dichiara soddisfatto Gianluca Felicetti, presidente della Lav – una pace sociale che dovrà essere rispettata da tutti”.
Quindi se il cane abbaia alla lunga o se il micio miagola perché sente la primavera, i vicini di casa devono solo sopportare. E in un paese in cui su e giù per i pianerottoli c'è una lite ogni 10 minuti a causa di un animale, e chi vorrebbe far mettere le pattine al gatto del piano di sopra perché le unghie ticchettano sul parquet, la norma è quasi rivoluzionaria.
«La mia proposta di legge diventerà presto realtà» si rallegra Gabriella Giammanco, deputato del Pdl che, con Franca Chiaromonte del Pd, ha portato avanti l'iniziativa. «Nessun regolamento condominiale potrà più vietare di possedere animali da compagnia in casa». Il testo in compenso vieta di ospitare animali esotici come serpenti e tigri.
Altre novità: oltre alla norma 'animal friendly', nella riforma condominiale sono contenute parecchie novità. Sarà più facile staccarsi dal riscaldamento centrale. Non sarà necessario attendere l'ok dell'assemblea, a patto di non creare pregiudizi agli altri e di continuare a pagare la manutenzione straordinaria dell'impianto condominiale. L'amministratore resterà in carica due anni, dovrà avere almeno il diploma di maturità e potrà essere licenziato per gravi irregolarità fiscali. Per la messa a norma in sicurezza e per l'eliminazione delle barriere architettoniche del palazzo basterà che in assemblea siano presenti i condomini che rappresentano un terzo dei millesimi condominiali e sarà sufficiente la maggioranza favorevole del 50 più uno.