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Una volta la consacrazione di un vero sentimento amoroso o di una vera amicizia era delegata ad un patto di sangue o al dono di un anello d'oro. Nei primi anni 2000, invece, l'ufficialità di certi sentimenti veniva resa pubblica dalla scelta dello stesso gestore telefonico. Tanto più lunghe erano le telefonate e più numerosi gli sms, tanto più il rapporto era solido e duraturo. Ma perché tutto questo fosse possibile bisognava approfittare delle occasioni senza limiti tra clienti dello stesso servizio. A inizio Duemila si sono verificate anche clamorose vicende di nuovo 'razzismo': "Sei Wind? Non mi conviene chiamarti, magari, se capita, ci troviamo al bar in piazza". Oppure: "Sei Vodafone? Peccato, ti chiamerei tanto più spesso". A risolvere queste problematiche sono arrivate le instant-applicazioni per la messaggistica come WhatsApp, Viber o Indoona. Chi non si fa sentire, ormai ha sempre meno scusanti e anche l'amore trionfa sulle tariffe, indifferente all'Iva o allo scatto alla risposta. Ma la perfezione è ancora lontana dall'essere raggiunta.
Apparendo connessi dovunque e sempre, pare legittimo essere contattati ad ogni ora del giorno e della sera, così come sarebbe scortese non rispondere con velocità. Per non far rimanere male nessuno, molti tendono a sviluppare velocemente il dono dell'ubiquità: partecipano all'aperitivo tra amici mentre confortano via WhatsApp, un'amica. Il risultato per gli astanti è di ritrovarsi a bere spritz con un imprecisato numero di ospiti in più, che non consumano, ma interrompono a suon di fastidiosissimi pling plong. Non sia mai, poi, di scoprire che tra i nostri contatti in rubrica c'è qualcuno che preferisce Line alle altre app: bisognerà scaricare anche quella e fare in modo di ridurre praticamente a zero il consumo di sms e telefonate. Quasi quasi si potrebbe sopravvivere comunicando solo tramite Internet. Peccato però sprecare quei 5mila minuti di telefonate, compresi nell'abbonamento mensile e i 400 sms destinati a fratelli di gestore. "Ma tu sei passato a 3? Mi costi troppo però, magari, se capita, ci troviamo su Viber".
fonte: http://daily.wired.it/news/internet/2012/08/24/app-messaggistica-istantanea-184567.html