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E' arrivato il wifi gratis a Milano. Infatti, sono stati accesi i primi hotspot e già in 200 punti della città meneghina Si tratta del primo passo del tanto atteso progetto di copertura - ribattezzato “OpenWifiMilano”, dopo aver archiviato il “WiMi” di Letizia Moratti - comunicato più volte dalla giunta e entrato adesso nel vivo: 500 antenne hotspot che portano gratuitamente la Rete dal centro alla periferia, a cui se ne aggiungeranno altre mille nei prossimi mesi. Dal Duomo fino alla Barona, al Corvetto e al parco Lambro. Da Palazzo Marino parlano di preesercizio, ovvero di una fase in cui il servizio non è a regime: in alcuni punti ci sono problemi e il sistema deve essere ancora rodato. Ma gli hotspot ci sono e finalmente anche Milano - dopo Roma, Torino, Venezia e molte capitali europee - ha un servizio di wifi pubblico all’aperto. Il funzionamento è semplice. Nelle aree coperte dal wifi, “OpenWifiMilano” viene rilevata dagli strumenti dotati di antenna (smartphone, tablet e computer portatili). Sul device comparirà una pagina di benvenuto che propone una serie di siti istituzionali su cui si può restare senza limiti di tempo e senza registrazione.
Ma per navigare e scaricare la posta bisogna registrarsi: chi ha una Sim italiana può inserire il numero di cellulare e in pochi secondi riceve un sms con la password di login. Ogni utente ha a disposizione un quantitativo giornaliero di 300 megabyte di volume di dati scaricabili per una durata di sessanta minuti. Poi la velocità di navigazione scende a 192 kb/s fino a mezzanotte. Il progetto, tuttavia, arriva con uno strascico di polemiche. Qualche settimana fa il consigliere Mattia Calise del movimento 5 stelle ha presentato un’interrogazione in Consiglio comunale sull’uso dell’infrastruttura, ovvero la rete in fibra ottica che corre sotto la città e su cui bisogna installare gli hotspot per far funzionare la connessione senza fili. Il progetto “OpenWifiMilano” si basa sulla rete Campus 2 che non è di proprietà del Comune e di cui palazzo Marino in virtù di un contratto stipulato dalla giunta Moratti paga un affitto: circa 50 milioni di euro fino al 2014, divisi in due contratti, a British Telecom e Siemens. Il quesito è, secondo i 5 stelle, sorge spontanea: perché continuare a pagare queste cifre se, in base a un altro accordo, si può disporre gratuitamente dell’usufrutto della rete di Metroweb per 25 anni?
(a cura di luca de vito da Repubblica Milano)