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Mobile pay: cellulari come carte di credito (da Kataweb)

L'Italia è al primo posto per telefoni cellulari pro-capite. Lo sappiamo e oggi lo ribadisce anche l'Osservatorio Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano. Tuttavia, sono ancora pochi i pagamenti che vengono effettuati in via elettronica e meno ancora con il telefonino. In Italia le carte di credito faticano a imporsi sul contante, che per il 90% degli intervistati continua a essere lo strumento di pagamento più utilizzato. Anche il Governo Monti si è mosso su questo fronte e ha adottato diverse disposizioni per promuovere l’uso della moneta elettronica. Secondo quanto emerge dallo studio, sono 23 milioni gli italiani di età compresa fra i 18 e i 54 anni che, nel corso del 2011, hanno fatto acquisti tramite il proprio telefonino per una spesa complessiva di 700 milioni di euro (76%). Di questi, 500 milioni sono stati investiti in contenuti digitali, ricariche telefoniche e donazioni, mentre 80 milioni sono stati utilizzati per l’acquisto di beni e servizi venduti on line. In Italia il problema più grande riguarda la scarsa diffusione del “Mobile Proximity Payment” (MPP), il sistema di pagamento effettuabile con cellulare attraverso tecnologie di trasmissione a corto raggio (per esempio, quando si utilizza un device mobile abilitato Nfc in prossimità di appositi Pos contactless). I progetti e-commerce e l’MPP sono tecnologie già utilizzate dal Consorzio Movincom e dalla MobilePay. 

mobilepay.jpg

Quest’ultima ha siglato un accordo con le Telco italiane per creare una piattaforma di pagamento condiviso che permetta di acquistare contenuti e servizi digitali utilizzando il proprio credito telefonico. Alcune aziende hanno, invece, deciso di adottare sistemi, che utilizzano i Qr Code e siano funzionali al passaggio dal “Mobile Remote Payment” al “Mobile Proximity Payment”. Nel 2011 il “Mobile Remote Payment” ha registrato in Italia un aumento del 35%, anche se in compenso i benefici continuano a essere piuttosto ridotti. Per migliorare il servizio e favorirne una sua più capillare diffusione, gli esercenti dovranno includere il canale mobile nelle vendite, sfruttando al massimo le sue potenzialità. Nel nostro Paese sono già stati avviati alcuni progetti in questo senso: a Milano, l’Atm (Azienda dei trasporti milanese) ha firmato un contratto con Telecom Italia, per consentire ai passeggeri di pagare l’abbonamento semplicemente accostando il telefonino ai tornelli. Intesa Sanpaolo sta, invece, mettendo a punto la sperimentazione move-and-pay, basata sulla tecnologia Nfc...(CONTINUA)

FONTE: http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2012/02/23/cellulari-come-carta-di-credito-le-iniziative-per-favorire-il-mobile-payment/

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M
Bella notizia direi...vedremo come si evolve questa cosa
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