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La tradizione di utilizzare i cornetti porta-fortuna è antichissima. Risale all'uso delle corna degli animali nell'epoca greca e romana contro gli spiriti malefici. L'usanza di toccare un corno è probabilmente legata alla forma appuntita delle corna, un'analogia con le armi difensive. Secondo alcuni, invece, la loro forma fallica richiamerebbe l'idea di fecondità e abbondanza e quindi per metafora fecondità della terra e delle messi. Le corna, infatti, rappresentano il segno anatomico del vigore sessuale degli animali. Da qui nasce il costume del cornetto in metallo, corallo o legno, che generalmente deve essere dato in dono e conservato in un luogo segreto. E
Esempi di questi cornetti sono stati ritrovati anche in tombe cretesi ed etrusche. Funzione amuletica importante è anche quella della mano che imita le corna, anch'essa legata alla fecondità, essendo il gesto un sostituto simbolico dell'organo maschile eretto, secondo gli studiosi del folklore. Il ferro di cavallo deve essere rigorosamente inchiodato alla porta con la parte aperta rivolta verso il basso in modo da ''scaricare'' a terra ogni elemento negativo. Secondo una leggenda del decimo secolo, l'origine di questa credenza rimanda a una vicenda che vide protagonista San Dustan, il quale un giorno incontrò uno strano personaggio, che si rivelò poi essere il diavolo, che il santo provvide a incatenare al muro. Dustan allora promise di liberarlo se quello avesse giurato di non entrare nelle case in cui fosse posto un ferro di cavallo sulla porta.
FONTE: Rivista '' Airone '' (Giugno 2012)