News, arte, musica, hobby, scienza, moda, bellezza, storia, letteratura, cinema
E' interamente 'made in Italy', e rappresenta uno dei dispositivi più interessanti nel campo dell'energy harvesting, il processo per cui l'energia, proveniente da sorgenti alternative, viene catturata e salvata. Si tratta delle prime scarpe a recupero energetico, realizzate grazie a un'idea di quattro ragazze del liceo scientifico 'C. Salutati' di Montecatini terme, sotto la supervisione del Consiglio nazionale delle ricerche. Scarpe che non a caso sono state battezzate Hermes, come l'instancabile messaggero degli dei. Tutto nasce nel 2010, quando l'Istituto di ricerca sulle popolazioni e le politiche sociali (Irpps) del Cnr organizza InvFactor, un concorso diretto alle scuole superiori italiane volto a valorizzare nuovi talenti in ambito scientifico-tecnologico e a premiare i progetti più interessanti dei 'giovani archimedi'. Tanto per dimostrare che, a ben vedere, in Italia i cervelli ci sono: basta incoraggiarli. Nel liceo Salutati c'è una ragazza, Irene Chirico, che ama fare jogging. Correndo correndo, improvvisamente la lampadina del genio si accende: perché non tentare di recuperare tutta quell'energia prodotta dal movimento e accumularla in una batteria per poi riutilizzarla? Espone la sua intenzione a tre amiche - Giulia Tuci, Alessia Nannini e Cecilia Pellegrini - e alla professoressa, Maria Carmela Foti. "Abbiamo pensato a una calzatura che unisse comodità, resistenza e recupero dell'energia", spiega Irene Chirico. "Oggi è fondamentale cercare di sfruttare fonti energetiche rinnovabili, unendo magari questo aspetto a un'attività salutare". Sì, ma come realizzarle? Le ragazze allora si rivolgono all'Istituto di chimica dei composti organometallici (Iccom) del Cnr di Pisa, nella persona del professor Vincenzo Palleschi, responsabile del laboratorio di Spettroscopia applicata. "Buon giorno professore, noi avremmo un'idea...".
L'idea è quella di inserire all'interno della scarpa un dispositivo che sfruttando i principi dell'elettromagnetismo converta l'energia meccanica prodotta dalla camminata in energia elettrica. Un grande calzaturificio della zona dà la propria disponibilità a partecipare al progetto, disegnando addirittura una scarpa speciale per alloggiare il convertitore meccano/elettrico. "Già dalla prima occhiata al progetto - spiega il professor Palleschi - ci siamo resi conto di avere a disposizione solamente pochi centimetri cubici per sistemare, all'interno del tacco, il generatore di energia elettrica. E i vincoli, definiti chiaramente dal titolare del calzaturificio di Monsummano, Claudio Bartoli, erano molto stringenti: niente parti esterne in movimento, nessuna possibilità di aumentare le dimensioni di tacco e suola, necessità di mantenere il rumore al minimo". A questo punto l'equipe ha chiesto la collaborazione al dottor Lorenzo Grassi, fisico della Marwan Technology, che collabora da anni con l'istituto. La ditta realizza direttamente sia il trasduttore inserito nelle scarpe che il dispositivo elettronico per accumulare l'energia prodotta durante la camminata. "La scarpa - spiega Palleschi - funziona in questo modo. All'interno del tacco è inserito un piccolo avvolgimento elettrico di un paio di centimetri, un solenoide, con dentro un magnete mobile: il movimento del piede provoca lo spostamento del magnete, quindi la variazione di campo magnetico che serve per produrre l'elettricità. L'energia prodotta viene accumulata in una batteria che, collegata con un filo al solenoide, può essere portata in tasca"...(CONTINUA)
di stefania martani (repubblica)
FONTE: http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/02/23/news/scarpe_ricarica-30323048/