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E' denominata il “killer silenzioso” del terzo millennio: stiamo parlando dell’ipertensione arteriosa, un male che colpisce ormai il 30 per cento degli italiani soprattutto di età compresa fra i 40 e gli 80 anni. Tuttavia solo la metà di questi sa di essere iperteso e solo 1 su 4 si rivolge ad un medico o fa ricorso ad una terapia farmacologia adeguata (soltanto 1 paziente trattato su 4 raggiunge i valori raccomandati di pressione arteriosa). In considerazione di questi dati insoddisfacenti, che riguardano sia l’Italia che molti altri Paesi Europei la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (Siia) si è fissata l’obiettivo di passare in 4 anni dal 25 per cento attuale al 70 per cento dei pazienti con un soddisfacente controllo pressorio (<140/90 mmHg) entro il 2015.
Il progetto sarà presentato a Roma in occasione del XXIX Congresso nazionale della Sia, in programma fino al 6 ottobre e nel corso del quale si punterà, inoltre, alla diffusione dei più recenti risultati della ricerca clinica e sperimentale nel campo dell’ipertensione arteriosa che oggi rappresenta la patologia più diffusa nel nostro Paese, ed in generale nel mondo, nonché uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare.
Tra le cause più note di un insufficiente controllo pressorio, oltre alla difficoltà riscontrata da parte dei pazienti nel cambiamento dello stile di vita, vi è la insufficiente aderenza al trattamento farmacologico, soprattutto quando questo è complesso e richiede il ricorso a molte compresse. “E se per la cura dell’ipertensione l’ampia offerta di farmaci efficaci e ben tollerati, anche in versione generica, rappresenta un’arma efficace per vincere la sfida all’ipertensione – sottolinea la Siia - il contributo delle nuove combinazioni disponibili e di terapie innovative può essere determinante per raggiungere l’obiettivo 70%”.
fonte: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=11160