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Qualcuno vanta avventure incredibili in giro per il mondo, interessi chic e giovinezza, del corpo e dello spirito. Ma è tutto vero? Il nostro io on-line non è sempre lo specchio fedele della realtà, anzi. Spesso riflette la voglia di essere migliori, una nuova identità verso la quale protendersi. Qualche piccola bugia poi, diciamoci la verità, ci rende più interessanti sui social network. E noi italiani siamo i campioni delle frottole nel web. Sono per la maggior parte mezze verità o innocenti menzogne dichiarate in buona fede, sia chiaro. Ma il fenomeno interessa una persona su due. Secondo uno studio effettuato dal colosso americano dei microprocessori Intel, e condotta da Redshift Research in nove Paesi (Regno Unito, Polonia, Spagna, Italia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Turchia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti), la metà delle donne si concentra sulle foto mentre la metà degli uomini cerca di apparire più divertente e brillante di quanto non sia nel quotidiano, nella realtà.
Se dunque un'attenta selezione delle foto, meglio ancora se con qualche ritocco, è il vezzo femminile per eccellenza, solo un uomo su quattro punta sull'estetica, preferendo evidenziale le sue presunte doti da seduttore. Perché alla fine è questo il punto. Conquistare l'interesse dell'altro è l'obiettivo finale del 50 per cento dei bugiardi social (tanti sono), tasso che scende al 32 per cento se parliamo di donne. Altri buoni motivi per dire "bugie bianche" sono catturare l'attenzione di amici e conoscenti (55 per cento) e nascondere le proprie insicurezze (40 per cento). Da non tralasciare, ovviamente, il semplice narcisismo, o l'intenzione di fare colpo su potenziali datori di lavoro. Mostrandosi magari più intelligenti e colti (22 per cento), e, perché no, chic, taggandosi in luoghi o eventi considerati di stile (17 per cento). Senza dimenticare di ostentare le nostre, vere o presunte, avventure di cuore...(CONTINUA)