La competenza è una caratteristica intrinseca dell'individuo, che consente e determina una performance superiore in un determinato campo.
Lo studio del comportamento organizzativo basato sulle competenze è nato negli Stati Uniti tra gli anni Ottanta e Novanta: si diede vita a una scuola teorica da cui si sono successivamente sviluppati i sistemi di gestione delle risorse umane basati sulle competenze (competency based human resource management) oggi applicati dalle imprese nel reclutamento del personale, nell’orientamento professionale, nei piani di sviluppo delle carriere e nei sistemi incentivanti e retributivi.
La competenza è situata, contestualizzata, inseparabile dalla realtà organizzativa in cui viene applicata e alla quale è finalizzata: il suo stesso valore consiste nella rispondenza della performance che essa determina alle richieste di uno specifico ruolo lavorativo. Verso la fine degli anni Ottanta, come detto, si delineò la tendenza a utilizzare modelli di gestione delle risorse umane centrati sulle caratteristiche e potenzialità individuali più che sulle dimensioni proprie di un certo ruolo.
Il nuovo millennio, con le varie sfaccettature collegate agli innumerevoli modi di “essere impresa”, a nuove strategie legate alla globalizzazione, ai dinamici e mutevoli assetti organizzativi (learn organization, outsourcing), all’affermarsi di nuove tecnologie (internet, intranet, telelavoro), a una nuova centralità della persona, a nuovi istituti (lavoro interinale, temporaneo), sollecita un epocale passaggio da "quali competenze sono necessarie per un dato lavoro" a "saper lavorare con le proprie (e altrui) competenze".
La sempre maggiore attenzione rivolta alla dimensione individuale e soggettiva delle performances professionali, unitamente alla sempre più centrata focalizzazione sull’individuo al lavoro piuttosto che sul lavoro in sé, hanno dato vita a vari modelli teorici e applicativi che condividono l’idea di base di un asset di competenze diverse da quelle tipicamente tecnico-professionali ma comunque, se non maggiormente, determinanti ai fini dell’efficacia della performance.
La maggior parte delle persone è dotata di una ricca serie di competenze e abilità, ma se essi non sono dunque coordinati in un'organizzazione non sono in grado di riconoscere la loro spendibilità professionale nelle loro aree di interesse. La logica alla base dell'organizzazione di competenze ha dunque come elemento centrale l’individuo, sostenuto nell’analisi dei propri comportamenti, bisogni, aspirazioni, nei confronti del lavoro. A tal proposito, il processo di orientamento oggi adotta una definizione più appropriata di educazione alla scelta.
