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Come sembra evolversi la nostra memoria nell'era di Internet

Il fenomeno per cui nessuno si sforza più di ricordare ciò che può ricercare nel Web non dovrebbe essere visto come un atto di pigrizia, bensì come una sorta di sviluppo cognitivo. L'ipotesi è stata lanciata da uno studio della Columbia University.

La memoria umana pare sempre più influenzata dal modo in cui usiamo Internet. Infatti, secondo un'indagine della Columbia University, pubblicata da "Science Express", le possibilità offerte dal Web in merito alla possibilità di rintracciare qualsivoglia tipo di informazione in pochi secondi, starebbero sconvolgendo in modo radicale la maniera in cui si immagazzinano dati nel nostro cervello.

In sintesi, sembrerebbe che siamo stimolati a ricordare non tanto l'informazione in sé quanto il luogo in cui essa possa essere recuperata sul disco fisso del nostro personal computer o nelle trame della Grande Rete. Quindi, si eviterebbero sforzi mnemonici poiché sappiamo di poter ricavare le informazioni usando il computer, e di conseguenza concentriamo i nostri pensieri solo sulla cartella del computer in cui recuperare documenti, foto, video, ecc.

Per dimostrare l'ipotesi, gli autori dell'indagine hanno sottoposto vari quesiti a un gruppo di ragazzi; successivamente, li hanno interrogati per verificare cosa avessero imparato. Il risultato è stato che i volontari, pur rispondendo a domande non molto difficili, non effettuavano particolari sforzi di memoria se capivano di poter avere le informazioni tramite un pc.

In merito a tutto ciò, l'autrice Betty Sparrow, che ha contribuito alla realizzazione dello studio della Columbia, dice: "sembra che Internet sia diventata la nostra 'memoria transattiva', ovvero una specie di banca che immagazzina per noi informazioni da ritrovare quando si vuole".

Ormai tra Internet e il cervello umano si sarebbe sviluppata, secondo il professor Wegner della Harvard University, una memoria di gruppo, cioè "una memoria basata sulla possibilità di ricordare non direttamente, ma mediante i componenti di una estesa rete sociale".

"L'essere umano, del resto, è sempre ricorso agli strumenti più svariati per rinsaldare la propria memoria", afferma Stefano Cappa, neuroscienziato all'Università San Raffaele di Milano.

serch
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M
ciaooo ariel e mari, penso che ormai le nostre strutture mentali agiscano allo stesso modo di google... ;))
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M
Molto interessante, grazie! Mari
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A
Pensa un po' se internet all'improvviso si disattivasse. Saremmo una massa di ebeti! XD Scherzo ovviamente, si sa che il cervello umano è molto complesso e attiva connessioni e interconnesioni<br /> infinite con il sapere. =)
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