Nella nostra epoca, il rapido passaggio dalla tecnologia meccanica della ruota alla tecnologia dei circuiti elettronici costituisce uno dei mutamenti principali di tutta la storia.
La scrittura e il papiro crearono l’ambiente sociale che abbiamo in mente quando parliamo degli imperi dell’antichità. Un ambiente tecnologico non è soltanto un contenitore passivo di uomini, ma è un processo attivo che plasma gli esseri umani al pari delle altre tecnologie.
La coscienza individuale estremamente mobile dell’uomo condizionato dalla stampa ora si tramuta nell’inerzia tribale della multi-coscienza. Oggi la molteplicità dei mezzi di comunicazione ha smobilitato la coscienza.
Ogni sistema simbolico può fungere da potente mezzo di trasmissione delle emozioni. Questo è dimostrato dal ruolo che i sistemi simbolici hanno svolto, come immagini, nella storia della cultura. L’avvento dell’uomo re-tribalizzato nell’età della televisione ha posto fine alla condizione di isolamento personale. Oggi, con un sempre più rapido incremento dell’informazione e dei viaggi, la frammentazione della vita sociale è tornata ad assumere ancora forme collettive. Il primitivo non riconosce alcun atto che non sia stato postulato e vissuto precedentemente da qualche altro essere che non sia stato uomo. Quindi, per l’uomo tribale non c’era passato e non c’era storia. C’era un eterno presente. Noi sperimentiamo un ritorno a tale modo di vedere, oggi, in un momento in cui le conquiste tecnologiche sono di portata tale da creare una compenetrazione di ambienti, dal telegrafo alla radio, dalla televisione al satellite.
Le linee di confine si stanno dissolvendo e noi andiamo verso terre di nessuno, sospesi tra ambienti reali e virtuali, tra comunità locali e flussi globali di merci, informazione, lavoro e capitale. Piaceri sintetici e menti collegate in rete che progettano un nuovo e più fluido senso del sé: è così che stanno mutando i confini delle nostre identità.
Il mondo della partecipazione domina le culture arcaiche e orali, mentre quelle moderne abitano un mondo quotidiano definito dalla logica tecnoscientifica della causalità. La civiltà tecnologica che riveste il globo sta attualmente ribollendo di una miriade di forme culturali di partecipazione. Infatti, le tecnologie mediali possono amplificare la risonanza collettiva che risiede nella partecipazione. Mentre la stampa a caratteri mobili centralizza socialmente e frammenta psichicamente, i mezzi elettronici uniscono gli uomini in una grande comunità.
Nella socievolezza si realizza una sorta di egualitarismo costruito eppure non falso in quanto non intende rispecchiare né modificare la realtà, piuttosto prescindere da questa.
